L’anno scorso Samsung è finita sotto una valanga di polemiche per aver imbrogliato nei benchmark con il Samsung Galaxy Note 3. Questa volta è il turno di Huawei, beccata ad imbrogliare sul noto software 3DMark.
La notizia è partita dal noto e tecnico sito web Anandtech, che ha mostrato come il processore del P7, il Kirin 910T quad-core, avendo un clock massimo di 1.8GHz, dovrebbe lavorare in media alla frequenza di 1.3GHz con uso normale, ma nei benchmark la CPU viaggia costantemente a 1.8GHz. Il risultato è un punteggio di 7462 punti, mentre il punteggio reale dovrebbe aggirarsi intorno ai 5816 punti. Si tratta dunque di un incremento del 28.3%, che non rispecchia il reale andamento dello smartphone.
Futuremark, l’azienda che si occupa del noto software per i benchmark, ha rimosso il Huawei Ascend P7 dalla propria classifica di smartphone e tablet, dichiarando di accodarsi alla delusione dell’autore dell’articolo su Anandtech, e sperando che la vicenda aiuti Huawei ad essere più onesta nei confronti degli utenti e della stampa.
Huawei stessa ha risposto all’articolo di denuncia dichiarando che “la configurazione della CPU viene regolata dinamicamente in base al carico di lavoro in diversi scenari”, dichiarazione smentita dai test interni di Futuremark.
La vicenda è di certo piuttosto deludente, e speriamo che Huawei chiarisca la situazione con ulteriori spiegazioni.
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