Molto probabilmente l’operazione tanto chiaccherata negli ultimi giorni che vede coinvolta Xiaomi nell’acquisizione della maggioranza del capitale della società cinese Leadcore Technology Co.Ltd, attiva nella produzione di semi-conduttori, è un progetto che Xiaomi aveva messo in piedi da tempo, un progetto che aveva visto la luce quanto meno 4 o 5 mesi fa.
Ma andiamo per ordine. L’ultima indiscrezione relativa al colosso pechinese proveniente dal web è un tweet, tanto importato quanto breve, realizzato dal micro-blogger @Daren sul proprio profilo weibo che annuncerebbe l’arrivo sul mercato di un nuovo dispositivo targato Xiaomi, dal nome ancora ignoto, equipaggiato con l’attuale processore top-di-gamma di Leadcore, l’LC1860, al prezzo di 399 yuan (circa 52 euro). Fino a qui, niente di strano!
Ripercorriamo ora le caratteristiche tecniche del chipset Leadcore in questione, per poi passare a quelle del misterioso Xiaomi Redmi equipaggiato con un altrettanto misterioso esa-core dal nome LC1960 trapelato su Antutu nel mese di Luglio:
Si assomigliano eh? Quando questo terminale Xiaomi fece capolino sui database dell’app benchmark, molti speculavano sulla possibilità di un nuovo processore entry-level targato Qualcomm o MediaTek dalle performance piuttosto buone. Mai avremmo pensato che il processore in questione fosse un made-in (perché é un made-in, no?). Il dispositivo avvistato al tempo su Antutu comunque, faceva affidamento inoltre su 1GB di RAM e display in risoluzione HD 1280 x 720 pixel. Questo è certo!
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