Il panorama dei sistemi operativi personalizzati è sicuramente giunto ad un elevatissimo livello di saturazione; praticamente ogni casa produttrice di smartphone degna di nota ha investito risorse per progettare una versione di Android proprietaria, affinché questa potesse aiutare a diversificare il brand: Os piacevoli alla vista, fluidi, ricchi di funzionalità…
Sistemi operativi che comunque affondano le proprie radici in Android. Anche le versioni più pesantemente personalizzate comunque, come la MIUI di Xiaomi, presentano limiti imposti dall’os, limiti entro i quali, proprio l’azienda di Lei Jun, non vorrebbe più stare. Secondo quanto riportato infatti da alcuni testate di settore asiatiche, il colosso pechinese avrebbe iniziato in gran segreto già dallo scorso Aprile, lo sviluppo di un sistema operativo indipendente chiamato MIOS, progetto che per il momento si muoverebbe su binari paralleli a quelli di MIUI.
Due sistemi operativi che potrebbero essere entrambi eseguiti dagli Xiaomi-phone di prossima generazione e che, secondo le informazioni disponibili al momento, sarebbero entrambi dotati di notevole fluidità e grande user-experience.
La domanda sorge spontanea: questo nuovo e misterioso MIOS a che soggetti è destinato?
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