Xiaomi e la questione brevetti – il punto della situazione!

L’anno 2014 passerà sicuramente alla storia per aver battezzato l’arrivo sul mercato mondiale dei colossi della Repubblica Popolare: Xiaomi, Meizu, OnePlus, Huawei, Oppo ecc., un successo enorme, talvolta frutto di politiche che infrangono norme che, presumibilmente, non sempre vengono rispettate in maniera ortodossa in Cina.

Problematiche come quelle relative alla proprietà intellettuale sono limiti che una società deve tenere necessariamente in considerazione, specialmente quando dall’iper-controllato mercato cinese si punta ai mercati internazionali: Xiaomi lo sa bene, l’aver infranto alcuni brevetti di Ericsson gli è costato caro in India. Se ora non vorrà perdere uno dei mercati che in prospettiva si profilano migliori, dovrà obbligatoriamente accettare le richieste della società svedese. Dire però che tutta la crescita Xiaomi sia frutto d’inganno sarebbe altrettanto sbagliato…

Forse è anche questo il motivo che ha spinto il presidente Xiaomi Bin Lin a presentare, in un’intervista rilasciata ai colleghi di PingWest, la situazione – brevetti -, un modo come un altro per dichiarare “Noi investiamo, tanto. Può capitare a tutti di sbagliare“. Per la prima volta veniamo dunque a conoscenza di un dato della società pechinese, importante per misurare il suo tasso di crescita e, soprattutto, il peso che questo assume nel profilo di ricerca e innovazione della società stessa.

Dalla slide presentata, utilizzata da noi in apertura, notiamo chiaramente l’incremento dei brevetti registrati dal 2010 fino ad ora: 35 nel biennio 2010-11, 257 nel 2012, 643 nel 2013, più di 1300 nel 2014 e approssimativamente più di 2000 l’anno prossimo. Un 2015 che dunque si chiuderà per Xiaomi con più di 4000 proprietà intellettuali registrate.

Chi dubitasse ancora di Xiaomi e della sua forza d’investimento, dovrebbe riformulare il proprio pensiero sapendo che, secondo quanto riportato da una nota del Wall Steet Journal, il colosso amministrato da Lei Jun sarebbe riuscito a raccogliere circa 1 miliardo di dollari di finanziamento che porterebbero l’azienda ad assumere un valore di circa 45 miliardi di dollari (+350%).

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Gianluca Patrignani

Pesarese, studente al 2° anno della LM in Economia e Gestione delle Imprese. Ancora in cerca della Via...

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