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Xiaomi, accordo con Qualcomm: chipset proprietario in arrivo?

Sembrerebbe che Xiaomi, il gigante tecnologico asiatico, abbia in serbo grandi piani per il proprio futuro.
Come sappiamo, recentemente l’azienda, assieme ad altri competitor (tra cui Lenovo), ha avuto diversi screzi con Qualcomm, a causa di disattese crescite economiche e mancati pagamenti.

Tuttavia, sembra proprio che queste difficoltà siano state appianate, in quanto sono in corso delle trattative tra le due aziende, grazie alle quali Xiaomi sarebbe in procinto di acquistare alcuni brevetti da parte di Qualcomm, nello specifico brevetti per l’utilizzo di tecnologie per reti 3G e 4G, ambito nel quale Qualcomm primeggia a livello globale.

Questo accordo porterebbe sicuramente dei vantaggi ad entrambe le aziende, in quanto Xiaomi potrebbe usufruire di tali brevetti, e Qualcomm godrebbe di un’espansione significativa, grazie alle vendite più che positive di Xiaomi sul vasto mercato asiatico.

Questo accordo potrebbe, inoltre, portare Xiaomi ad espandere il proprio mercato su scala mondiale, dato che, attualmente, i dispositivi dell’azienda sono acquistabili, al di fuori dell’Asia, solamente tramite importazione, ma porterebbe all’azienda anche una maggiore tutela legale in ambito brevetti; basti pensare alla causa legale intentata circa un anno fa da Ericsson nei confronti di Xiaomi ed altre aziende minori, in merito, appunto, alla violazione di alcuni brevetti legati alle tecnologie 3G, EDGE ed AMR, causa da cui, tra l’altro, derivò un blocco (temporaneo) della vendita di dispositivi Xiaomi sul mercato indiano.

L’accordo con Qualcomm, oltretutto, permetterebbe a Xiaomi di aumentare le proprie possibilità di produrre un chipset proprietario sviluppato interamente in maniera autonoma, in linea con quanto già visto da parte di Huawei e Samsung.

Come sappiamo, Xiaomi è già proprietaria di maggioranza di Leadcore Technology, azienda asiatica produttrice di chipset, e già abbiamo potuto apprezzare un primo esperimento con Xiaomi Redmi 2A, in cui è presente un processore Leadcore LC1860C. Ma i piani dell’azienda sarebbero di utilizzare chipset proprietari su tutta quanta la linea dei propri device di fascia low-end, acquisendo, così, una maggiore autonomia a livello produttivo e conseguenti maggiori profitti.

Non ci resta, quindi, che attendere i risvolti dell’accordo, incrociando le dita sperando in un futuro arrivo dei dispositivi Xiaomi anche sui nostri scaffali.

Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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