Nuovi dettagli sono trapelati riguardo la chiusura dell’azienda cinese mobile Amoi, di cui vi avevamo già parlato non molto tempo fa. Naturalmente, la notizia che la storica compagnia specializzata in telefonia mobile abbia chiuso i battenti è stata oggetto di grande attenzione da parte dei media cinesi, tuttavia, dalle notizie diffuse in rete, sembra che la decisione non sia arrivata all’improvviso, ma che segnali di crisi erano evidenti già da qualche anno.
Infatti, già all’inizio del 2014 il sito ufficiale smise di essere aggiornato, fino ad essere del tutto abbandonato, sorte d’altronde simile a quella dello store della compagnia.
Negi anni, la concorrenza del settore mobile è diventata sempre più spietata, portando alla crisi diverse aziende cinesi, tra cui appunto la storica Amoi, che a quanto pare non navigava in buone acque già da mesi.
È stato riportato da alcune fonti che le attività di alcune ripartizioni dell’azienda erano già state sospese, oltre alla ricerca e sviluppo, anche marketing, risorse umane, finanza, ambito legale e assistenza avevano interrotto i loro servizi da tempo.
Dunque, l’annuncio ufficiale del segretario generale di China Mobile Alliance che ha confermato la chiusura dell’azienda, non è stato di certo un fulmine a ciel sereno, ma la naturale conseguenza di una situazione critica, che a quanto pare, andava avanti almeno dal 2014.
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