Come un fulmine a ciel sereno, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha vietato la vendita dei dispositivi ZTE sul mercato americano, in seguito alla decisione della stessa azienda cinese di estendere i propri confini commerciali in Iran.
I dispositivi dell’azienda asiatica, infatti, sono dotati di componenti prodotte principalmente da Qualcomm, Intel e Broadcom e l’apertura al mercato iraniano da parte dell’azienda cinese non è piaciuta agli Stati Uniti, che hanno quindi imposto, con effetto diretto, il divieto di vendita sul mercato americano e la fornitura dei componenti da parte delle aziende americane nei confronti di ZTE.
Qualcomm, Intel e Broadcom, su tutte, fornivano fino al 43% dei componenti per i dispositivi di ZTE e questa sanzione prevista dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti potrebbe penalizzare, nei prossimi trimestri, entrambe le parti.
Di contro, il Governo Cinese ha da sempre dichiarato l’indipendenza del proprio mercato dagli affari con l’estero, tanto che questo divieto potrebbe spingere la ZTE ad investire una volta per tutte sui produttori del proprio Paese.
Una decisione, dunque, dai risvolti prettamente politici e che non interessa la qualità dei dispositivi di ZTE. Non sappiamo se questa sanzione potrà essere definitiva, ma di sicuro comporterà delle perdite al mercato statunitense.
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