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Xiaomi Mi Notebook Air 12.5, la recensione tecnica di GizChina.it

Dopo aver atteso diversi mesi con continui rumors, indiscrezioni e foto leaked, finalmente Xiaomi ha annunciato lo scorso 27 luglio i suoi primi laptop, ovvero lo Xiaomi Mi Notebook Air 12.5 ed il 13.3, versioni che si differenziano nella diagonale del display, nelle specifiche tecniche ed infine nel prezzo.

Nella recensione di oggi andremo a provare la variante più economica e dunque la più piccola, ovvero lo Xiaomi Mi Notebook Air 12.5, un ultrabook che per peso, dimensioni e caratteristiche tecniche si pone in diretta competizione alle soluzioni ultra-portatili di tante altre aziende del settore, fra cui il nuovo MacBook 12, il Dell XPS 12 ed anche alcune soluzioni di Asus appartenenti alla famiglia Zenbook.

Il punto in comune delle diverse soluzioni è la stessa famiglia di processori Core M, 4/8 GB di RAM, memorie SSD e soprattutto un peso contenuto prossimo al kilogrammo, oltre all’elevata autonomia garantita.

Come si comporterà il primo ultrabook di Xiaomi? Scopriamolo insieme nella recensione completa.

Lo Xiaomi Mi Notebook Air 12.5 è acquistabile su GearBest ad un prezzo di 542 euro con spedizione dalla Cina.

Confezione, accessori e specifiche tecniche

La confezione di vendita dello Xiaomi Mi Notebook Air 12.5 è, come sempre, in pieno stile Xiaomi: bianca, minimale e suddivisa in più compartimenti, in cui ritroviamo:

  • Xiaomi Mi Notebook Air;
  • caricatore USB Type-C con presa asiatica;
  • manuale utente in cinese con certificazione per la garanzia.

Finisce qui la lista del contenuto del box di vendita, che non prevede nient’altro oltre a quanto riportato sopra. Sul cartone della confezione, poi, troviamo le specifiche tecniche del dispositivo ed altri dati relativi al prodotto.

Specifiche tecniche

Passando alle specifiche tecniche del device, partiamo subito dal cuore dello Xiaomi Mi Notebook Air 12.5, ovvero il processore Intel Core M3-6Y30, soluzione di base della famiglia di processori a basso consumo di Intel con architettura SkyLake di sesta generazione e realizzata a 14 nanometri.

Sono presenti due core fisici caratterizzati dalla tecnologia HyperTrading, che permette dunque di avere quattro thread logici, accompagnati da 4 MB di cache e da un TDP di 4.5 Watt (configurabile dal produttore tra i 3.8 e 7.5 Watt). La frequenza operativa va da un base clock di 0.9 GHz fino ad un massimo di 2.2 GHz su un core o di 2.0 GHz su tutti e due i core in Turbo Boost.

 

La RAM installata ammonta a 4 GB di tipo DDR3L ed opera in Dual Channel 1866 MHz. Nonostante il supporto fino ad un massimo di 16 GB da parte del processore, purtroppo la RAM è completamente saldata e non può essere espansa aggiungendo altri banchi aggiuntivi: davvero un peccato.

Passando al comparto grafico, troviamo solamente la GPU integrata nel processore Intel, ovvero l’Intel HD Graphics 515, caratterizzata da 24 Execution Units ad un clock massimo di 1000 MHz ed un minimo di 300 MHz. Presente ovviamente il supporto alle DirectX 12, OpenGL e ai codec H265/HVEC.

Il display è un pannello da 12,5 pollici IPS lucido, caratterizzato da una risoluzione Full HD di 1920 × 1080 pixel in formato 16:9. Le dimensioni sono di 292 x 202 millimetri, mentre lo spessore massimo è di 12.9 millimetri. Infine, il peso ammonta a soli 1070 grammi, batteria da 37 Wh compresa.

Passando allo storage, troviamo un SSD M2 Sata 3 da 128 GB, accompagnato da uno slot PCI-E completamente libero. Non manca un sistema di altoparlanti stereo realizzati da AKG con tanto di doppio microfono integrato e webcam in HD da 1 mega-pixel.

Presente anche il Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac Dual Band ed il Bluetooth 4.1, garantito dalla scheda Wireless Intel AC-8260.

Sono, poi, ben poche le porte presenti, tra cui un’uscita HDMI 1.4, una porta USB Type-C per la ricarica ma funzionante anche tramite adattatore OTG, ed una classica porta USB 3.0, oltre ad un’uscita audio da 3.5 millimetri.

Infine, la tastiera ha il layout QWERTY internazionale – classica tastiera americana, dunque – e presenta un sistema di retroilluminazione di colore bianco ghiaccio, mentre la scocca è completamente realizzata in metallo.

La versione di Windows 10 installata, invece, è limitata al solo mercato asiatico, tuttavia vi sono già alcuni tutorial per convertire il seriale in licenza internazionale.

Costruzione, design e display

Il dispositivo vanta il tipico formato degli ultimi ultrabook e, più nel dettaglio, spicca sicuramente una certa somiglianza con il design dei MacBook di casa Apple, in particolare ci riferiamo al MacBook 12 e agli ultimi MacBook Pro, complice anche la scalinatura frontale per l’apertura del display.

La scocca è completamente realizzata in metallo, materiale che purtroppo dopo alcune settimane di utilizzo si è rivelato poco oleofobico, catturando facilmente il grasso e l’unto della pelle, creando dunque alcuni aloni nelle zone più toccate, specie in prossimità del touchpad e del poggia-polsi. Molto buona la solidità della costruzione, anche se facendo molta forza si notano alcune leggere flessioni dello chassis metallico.

Il feedback restituito dal metallo è davvero ottimo, molto simile a quello dei vari MacBook, con cui condivide anche la colorazione.

Andando ad analizzare il design, nella parte posteriore non troviamo loghi o scritte, mentre nella parte inferiore troviamo i loghi di AKG, Windows, Dolby Audio ed alcuni dati relativi all’alimentazione e la variante del notebook. Non mancano poi cinque piedini gommati grigi, ben otto viti Torx T5 ed i due speaker stereo laterali.

Passando alla parte anteriore, una volta aperto troviamo subito il display da 12.5 pollici IPS Full HD caratterizzato da uno screen ratio pari al 78.6%, complice le cornici ridotte ai due lati destro e sinistro, pari a circa 5.71 millimetri.

Nella parte superiore dello schermo possiamo notare la webcam HD da 1 mega-pixel affiancata dai due microfoni e da un piccolo LED di attività. Nella parte bassa, invece, troviamo il classico logo “MI” di Xiaomi, l’unico presente su tutto il device.

Scendendo troviamo la cerniera centrale, che limita l’inclinazione del display a circa 135°, un valore accettabile ma non elevato. Poco sotto lo schermo troviamo la tastiera retroilluminata, che, nonostante la corsa assai ridotta, riesce comunque a permettere una buona esperienza d’uso anche nella scrittura prolungata.

Il layout, come già detto, è il classico QWERTY americano, il quale presenta alcune differenze rispetto al classico layout italiano. Nulla di eclatante, anzi, personalmente lo preferisco, specie nell’ambito della programmazione. L’unica vera differenza di rilievo riguarda la gestione degli accenti, degli apostrofi e dei vari caratteri speciali, collocati un po’ diversamente.

Carina la retroilluminazione di colore bianco, davvero piacevole alla vista, peccato solamente che non sia possibile mantenere sempre attiva la luce, dato che dopo una decina di secondi essa si disattiverà, forse a causa dei driver o forse, semplicemente, per una scelta del produttore. Collegando il PC in carica, invece, la retroilluminazione rimarrà sempre attiva. Ovviamente è possibile disattivarla tramite l’apposito tasto dedicato.

Passando alla parte bassa, invece, troviamo il touchpad centrale e, a destra, il logo Intel Core m3.

Il touchpad funziona davvero molto bene, risultando preciso, pulito e davvero scorrevole. Non sono presenti visivamente i due tasti fisici separati ma, andando a premere o a destra o a sinistra, troverete le due funzioni.

Andando a guardare i quattro profili e la disposizione delle porte, su quello posteriore non troviamo nulla ad eccezione della cerniera del display, mentre su quello anteriore abbiamo una piccola scanalatura per facilitare l’apertura del display, praticamente identica a quella dei MacBook.

Sul profilo destro poi, abbiamo una classica porta USB 3.0 ed una porta USB Type-C – adibita alla ricarica del device – affiancata da un piccolo LED di colore rosso/verde, attivo durante la ricarica.

Sul lato sinistro, invece, troviamo una porta HDMI 1.4 e, all’estremo superiore, il classico ingresso audio da 3.5 millimetri.

Parlando della maneggevolezza, complici le dimensioni davvero compatte e la natura ultrabook del prodotto, il dispositivo risulta essere davvero leggero e portatile, viste le dimensioni praticamente identiche a quelle di un classico quaderno A4.

Anche il peso non è da meno, visto che parliamo di poco più di un chilogrammo, più precisamente di 1070 grammi, un valore non record ma molto vicino ai 900 e passa grammi delle soluzioni equivalenti.

Lato portabilità c’è poco da dire, lo Xiaomi Mi Notebook Air 12.5 è sicuramente un ultrabook davvero degno di questo nome, dato che è talmente leggero e compatto che vi dimenticherete di averlo nello zaino, borsa o quant’altro, specie se assieme a quaderni, libri o documenti vari.

Peccato per la poca originalità delle linee estetiche, ma personalmente ritengo il risultato ottenuto da Xiaomi sicuramente piacevole alla vista, complice anche l’assenza di loghi e personalizzazioni di rilievo.

Display

Il display è un ottimo pannello di tipo IPS che, complice forse le cornici ridotte o il vetro di copertura, mi ha decisamente colpito. I colori e la resa cromatica sono davvero buoni, così come la profondità dei neri ed il contrasto, pari a 600:1 secondo i dati di Xiaomi.

Buona anche la risoluzione adottata in Full HD 1920 x 1080 pixel, inferiore a quella dei vari pannelli QHD e Retina della concorrenza ma comunque più che soddisfacente nell’utilizzo quotidiano con tutti gli applicativi di Windows.

Non deludono gli angolo di visione, abbastanza elevati, non eccelsi ma comunque di alto livello. Ciò che invece delude un po’ è la luminosità, abbastanza alta (forse anche troppo) per gli utilizzi indoor o all’aperto in giornate nuvolose, mentre si è rivelata insufficiente sotto il sole diretto di queste ultime settimane estive, complice anche la natura riflettente del vetro di copertura installato.

Proprio i riflessi del vetro di copertura lucido si sono dimostrati eccessivi, specie all’aperto, dove ho faticato davvero parecchio per riuscire a vedere ciò su cui stavo lavorando. La scelta di inserire un pannello lucido premia la resa cromatica ma, purtroppo, penalizza l’uso del prodotto in diversi contesti, in primis all’aperto. Un difetto che troviamo anche su altri prodotti e che anche sul Mi Notebook Air va accettato.

Infine, il range di luminosità è abbastanza elevato, la luminosità massima è pari a poco meno di 400 lux, inferiore dunque a soluzioni di fascia alta installate su altri prodotti. Davvero buona, invece, quella minima, che vi consentirà di lavorare anche di notte o con poca luce senza darvi troppo fastidio agli occhi.

Sicuramente ottimo il display, specie in relazione al prezzo a cui viene proposto e alle altre soluzioni sul mercato a queste cifre.

Prestazioni, Gaming ed esperienza d’uso

Come già detto, sotto la scocca trova posto un processore Intel Core m3-6Y30 di sesta generazione basato sull’architettura SkyLake, in grado di spingersi sino a 2.2 GHz durante i carichi più impegnativi grazie alla tecnologia Turbo Boost.

Ovviamente le prestazioni non sono paragonabili alle soluzioni quad-core appartenenti alle serie HQ o MQ, che appunto prevedono un vero e proprio processore quad-core, a discapito però dei consumi, tuttavia non sono però lontane da quelle offerte da un i5 6200U o da un i3 6100U, due soluzioni anch’esse ULV (Ultra Low Voltage) che però vantano un TDP decisamente superiore a quello di questo Core m3: parliamo infatti di 15 Watt contro i 4.5 Watt adottati dalla soluzione scelta da Xiaomi, due valori che parlano da soli.

Le prestazioni offerte da dal Core m3-6Y30 si sono rivelate praticamente quasi uguali a quelle di un classico i3 6100U, che vanta una frequenza leggermente superiore ma con consumi decisamente maggiori. Non è tutto oro però quello che luccica, infatti, come ben sappiamo, i processori della famiglia Core M sono destinati a soluzioni fanless, motivo per cui il TDP è decisamente contenuto, così come la gestione del Turbo Boost, che non appena si avvicina ai valori massimi di consumo o temperatura scala subito le frequenze su livelli inferiori. Motivo per cui, in benchmark veloci o di pochi minuti le prestazioni risultano essere allineate o di poco inferiore a quelle di un i3 6100U, mentre con carichi continuativi per qualche decina di minuti la faccenda cambia, ed anche parecchio, collocando le prestazioni ben sotto ai recenti i3 ed i5 ULV sia di sesta che di quinta generazione.

Tuttavia va detto che con un uso normale difficilmente vi capiterà di mandare a pieno carico la CPU per diversi minuti di fila, eccetto durante lavori di rendering e similari, dato che nell’uso quotidiano il Turbo Boost lavora egregiamente fino al massimo, senza dover limitare più di tanto i CPU Burst del sistema.

Passando ai fatti, i vari benchmark eseguiti collocano il device nella fascia medio-bassa del mercato ed allineato ai vari concorrenti con il medesimo processore. Nonostante il discorso appena affrontato, il Core m3-6Y30 riesce a garantire delle buone prestazioni anche negli applicativi più complessi ed in tutte le comuni attività quotidiane, che difficilmente mettono in difficoltà questo chip. Di seguito trovate una serie di test eseguiti sul processore.

Oltre ai consumi, la CPU deve mantenere anche temperature adeguate per evitare il Thermal Throttling, vista l’assenza di un sistema di dissipazione attiva. Xiaomi ci è riuscita abbastanza bene, forse limitando un po’ troppo spesso le frequenze sotto carichi duraturi, ma soprattutto grazie alla coppia di heatpipe che distribuiscono bene il calore sulla scocca metallica del device.

Grazie a questi accorgimenti, difficilmente mi è capitato di andare oltre i 68/69° C durante attività intensive, come il rendering video durante i vari benchmark.

Passando allo storage, troviamo un SSD M2 SATA 3 da 128 GB prodotto da Samsung in grado di offrire ottime prestazioni, sicuramente lontane dalle moderne soluzione PCI-E, ma comunque adatte a rendere il sistema sempre veloce, reattivo e scattante un po’ in tutti i contesti.

In sostanza, il sistema si comporta davvero molto bene con quasi tutti gli applicativi software, anche quelli più impegnativi, come ad esempio i principali software di video editing e grafica 3D, dove chiaramente dovrete tenere conto della natura Low Energy del processore installato, specie in fase di rendering.

Tuttavia, con un utilizzo quotidiano la differenza con un i3 6100U o un i5 6200U non si nota, eccetto in condizioni di calcolo puro. Per buona parte dell’utenza, soprattutto in alta mobilita, trovo più che sufficienti le prestazioni offerte da questo Intel Core m3, che offre uno dei migliori compromessi prestazioni/consumi (inferiore solamente ai Core m5/m7), ai fini di garantire un’ottima usabilità ed un’elevata autonomia.

Gaming

La natura ultra-portatile dello Xiaomi Mi Notebook Air 12.5 non lo rende di certo una soluzione adatta al gaming, vista anche la presenza di una sola GPU integrata, al pari dei concorrenti di questa tipologia.

I valori restituiti dai test grafici sono insufficienti per giocare agli ultimi titoli tripla A, mentre potrete giocare a qualche titolo titolo datato con impostazioni grafiche su valori bassi e settando la risoluzione in HD, il tutto a seconda del tipo gioco. La GPU Intel HD Graphics 515 si è rivelata, invece, pienamente idonea con i classici videogames leggeri dello store di Microsoft, fra cui Asphalt 8 Airborne, che non ha mostrato incertezze in Full HD con dettagli medio-alti.

Non siamo dunque di fronte ad una macchina da gioco, perciò se cercate una soluzione ultra-portatile per giocare guardate altrove.

Connettività

Due parole anche per la connettività. Sono poche le porte presenti, ma personalmente una porta USB Full-Size affiancata ad una Type-C bastano per quasi tutti gli utilizzi, mal che vada con poco più di dieci euro trovate HUB compatti a tre o più porte USB 3.0. Molto buone la ricezione e le prestazioni wireless offerta dalla scheda Intel AC-8260, in grado di garantire la connettività Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac Dual Band fino a 867 Mbps ed il Bluetooth 4.1.

Temperature ed autonomia

Giungiamo dunque ad uno dei paragrafi più interessanti, ovvero quello relativo all’autonomia ed alle temperature del device. Uno degli aspetti che mi ha colpito è proprio la gestione termica del device che, nonostante l’assenza di ventole, riesce a smaltire abbastanza bene il calore generato dalla soluzione Intel Core m3 installata.

Smontando il dispositivo, si notano subito le due heatpipe di raffreddamento che distribuiscono il calore lungo la parte posteriore della scocca metallica. Bene, questa soluzione, abbinata alla gestione delle frequenze di Turbo Boost in relazione al TDP, riesce a garantire temperature “contenute” anche con carichi impegnativi e duraturi. Difficilmente, infatti, sono arrivato a superare i 70° C sui due core, mentre con uso quotidiano di medio carico i valori si mantengono tra i 40/45° C.

Passando alle misurazioni sulla scocca, la parte della tastiera si mantiene su valori prossimi ai 30° con usi di basso/medio carico, mentre arriva fino ai 37° C sotto sforzo, proprio nel punto centrale.

La parte posteriore, invece, sotto stress raggiunge i 35/36°, un valore che da fastidio solo se usate il notebook sulle vostre ginocchia per un lungo periodo di tempo.

Da segnalare anche che durante la ricarica il device tende a scaldarsi parecchio, raggiungendo temperature in prossimità del poggia-polsi di circa 34° C, un valore un po’ fastidioso vista la posizione.

Insomma, la gestione termica sembra funzionare bene, le temperature non sono alte e ben lontane dal TjMax di 100° C. Anche la scocca non si scalda troppo, con buoni valori ottenuti. Il calore si sente, ma non è mai eccessivo. Risulta invece più fastidioso utilizzarlo durante la ricarica, in quanto in queste condizioni è proprio l’area del poggia polsi a scaldarsi significativamente. Le temperature, inoltre, non hanno mai limitato le prestazioni, che invece vengono limitate sotto lunghi carichi dalla gestione energetica del processore, che cerca dunque di mantenere i consumi allineati al TDP di 4.5 Watt.

Autonomia

Xiaomi dichiara un’autonomia fino a 9.5 ore grazie alla batteria installata da ben 37 Wh, valore che però non trova conferma nell’utility Battery Bar, la quale riporta un valore più consono ai 29 Wh, forse a causa di un errore del software.

Senza perdersi in troppe chiacchiere, con un uso leggero, ovvero navigazione web, editing di documenti e lettura di PDF, il notebook mi ha portato abbastanza tranquillamente quasi a 7 ore di utilizzo continuato con una luminosità prossima al 50%, un valore davvero molto buono, allineato ai concorrenti o di poco inferiore. Riducendo, invece, la luminosità al minimo, spegnendo Bluetooth e Wi-Fi ed utilizzando il PC solo per la lettura di PDF e documenti, sono riuscito ad arrivare a poco più di 9.5 ore di autonomia, un valore sicuramente valido per il tipo di utilizzo.

In riproduzione video, l’autonomia si attesta a poco meno di 6 ore, sempre con luminosità impostata al 50%, mentre andando a stressare il notebook l’autonomia cala ancor di più.

Utilizzando programmi di video editing, sotto massimo sforzo con tanto di rendering finale di quasi un’ora, sono riuscito ad arrivare a poco meno di 4 ore di autonomia, un valore che rimane comunque molto buono, visto che difficilmente terrete il processore impegnato al 100% per più di 1 o 2 ore. La scelta di un processore Intel Core m3, dunque, si rivela decisamente azzeccata in questo fronte.

Davvero molto rapido il caricatore in dotazione, che riesce a caricare la batteria ad un rate di circa 30/35 Wh, permettendone la ricarica completa in poco più di 1 ora e 20 minuti, e del 50%, partendo da zero, in circa 35 minuti scarsi. La ricarica avviene tramite la porta USB Type-C, ma purtroppo devo segnalarvi che provando con più di una powerbank non sono riuscito a ricaricare il device, nemmeno se munita di Quick Charge 2.0. Peccato, anche se non è da escludere l’arrivo di qualche accessorio o una nuove powerbank da parte di Xiaomi in grado di ricaricare anche il Mi Notebook Air.

Nel complesso, dunque, l’autonomia durante un utilizzo classico Office e Web si è rivelata ottima, non abbiamo tra le mani il prodotto con più autonomia in assoluto, ma sicuramente non fa brutta figura di fronte ai sui avversari con medesimo chip e celle di capacità simili o di poco superiori.

Multimedia e software

Il sistema audio dello Xiaomi Mi Notebook Air 12.5 è stato realizzato in collaborazione con AKG, nota azienda del settore audio. Il device arriva con due speaker, posti sulla parte posteriore, in grado di garantire una buona qualità sonora ed un volume di alto livello.

È presente la tecnologia Dolby Audio, che va ad equalizzare il suono ed a migliorare la resa sonora finale riuscendoci bene. Come già detto, la qualità sonora è davvero buona, così come il volume: l’unica cosa che ho notato è che, come su tanti altri device, si sentono poco i bassi e ad alti volume gli speaker tendono a leggermente a gracchiare ed emettere un leggero suono metallico. Problema facilmente risolvibile tenendo il volume massimo prossimo o sotto all’80%, senza dunque sacrificare nemmeno troppo il volume audio finale.

Passando al classico utilizzo multimediale di riproduzione video, la prova dei principali codec e formati ha avuto esito positivo, anche con risoluzioni 4K e frame rate elevati, anche se per questi specifici casi potrebbe rivelarsi necessaria l’installazione di un pacchetto con tutti i principali codec ed un video player esterno, come VLC ad esempio.

Molto buona anche la qualità audio in cuffia, anch’essa equalizzabile. Niente di stupefacente, invece, la webcam da 1 mega-pixel, limitata alla risoluzione HD ed in grado di permettere video chiamate con un livello qualitativo accettabile. Ottimo, invece, l’audio registrato dai due microfoni di sistema, che, complice la posizione frontale sopra al display, riescono a catturare bene le sorgenti audio.

Software

Eccoci giunti alla parte dolente: la versione Windows 10 installata è genuina e correttamente attivata, ma limitata al solo mercato cinese. Fortunatamente negli ultimi giorni sono state rilasciate alcuni guide per effettuare la conversione del seriale, a cui vi rimando qualora ne aveste bisogno.

Tornando al device che è arrivato a me, Windows 10 era completamente in cinese e non c’è stato modo di tradurlo, motivo per cui ho dovuto creare una pennetta USB UEFI bootabile con su Windows 10 64-bit, accertandomi di renderla compatibile con le partizioni GPT.

Una volta reinstallato tutto è iniziata la ricerca dei driver, fortunatamente ormai reperibili sul forum di Xiaomi. Dopo quasi un pomeriggio perso per la re-installazione di Windows 10, driver e tutti i software a corredo, finalmente lo Xiaomi Mi Notebook Air ha iniziato ad esprimere tutto il suo potenziale.

Tra l’altro vi consiglio di procurarvi i driver per la scheda di rete, chipset e GPU direttamente dal sito di Intel, dove trovate le ultime versioni più aggiornate. Come già detto nel paragrafo delle prestazioni ed esperienza d’uso, il sistema gira sempre fluido ed è abbastanza reattivo, dico abbastanza perché sotto task intensivi la reattività tende a calare, anche se nulla di preoccupante.

Per il resto, una volta che avete effettuato un’installazione pulita di Windows, avrete tutto in italiano e nessuna stringa in cinese, nemmeno nel BIOS, dato che di default è settato in lingua inglese. L’unico inconveniente rimane la licenza che non verrà attivata, in quanto localizzata per il solo mercato asiatico, tuttavia seguendo la guida non dovreste aver problemi a convertirla in internazionale.

Oppure potete usare Linux e forse anche Mac OS X, anche se per quest’ultimo proverò solamente dopo aver finito la recensione. Con Ubuntu 16.04 a 64-bit ed ArchLinux non ho avuto alcun problema di compatibilità, sia avviandolo da Live Boot che effettuando un’installazione completa in una partizione secondaria creata ad hoc per l’occasione.

Conclusioni

Lo Xiaomi Mi Notebook Air 12.5 si è rivelato un prodotto davvero ben riuscito, completo e funzionale in tutti gli ambiti.

Sono pochi i difetti di questo device, in primis l’assenza di una distribuzione ufficiale e dunque di una qualsiasi forma di garanzia ed assistenza sul mercato italiano ed europeo, che lo rendono dunque poco appetibile al mondo occidentale.

La spesa non è elevata per quello che offre, ma nemmeno contenuta, visto che parliamo comunque di 540 euro, una cifra alta visto il “rischio” in caso di problemi. Un conto è uno smartphone di 100/150 euro senza garanzia, un conto è un notebook (il rischio di un display fallato, una batteria difettosa o l’usura delle porte, è ben maggiore rispetto ad uno smartphone), per di più stiamo parlando del primo notebook prodotto da Xiaomi che, nonostante quasi un mese di prova tra le mie mani, non sappiamo come potrà funzionare tra un anno o un anno e mezzo, visto anche il ciclo vitale ben maggiore rispetto ad uno smartphone (2/3 contro 4/5 anni).

Insomma, per queste cifre personalmente non lo consiglio se non agli amanti del rischio o coloro che sono sempre stati fortunati in questi ambiti, anche se devo ammettere che sul mercato italiano attualmente non si trovano soluzioni di queste dimensioni, qualità e con queste specifiche hardware a cifre così basse, dato che mediamente bisogna quasi spendere quasi il doppio per avere una soluzione di questo tipo. Tuttavia, a volte si trova l’Asus Zenbook UX305 con i “vecchi” Core M Broadwell di quinta generazione a cifre prossime i 700 euro per la versione con 8 GB di RAM, un buon prodotto che costa si di più, ma offre una garanzia e distribuzione ufficiale, oltre a qualche miglioria.

Tornando allo Xiaomi Mi Notebook Air 12.5, come emerso in sede di recensione il prodotto è molto valido, pecca solamente nella luminosità del display non sufficiente alla lettura sotto la luce diretta del sole estivo, complice anche l’alta riflettività del vetro di copertura, secondo difetto di questo prodotto.

Infine, nonostante la costruzione di alto livello, il trattamento oleofobico della scocca metallica si è rivelato poco efficiente dopo qualche settimana di utilizzo, un fattore da considerare nel lungo termine. Concludo con il problema della re-installazione di Windows, nulla di complicato, ma che potrebbe mettere in difficoltà un neofita.

Per il resto le prestazioni ci sono, il sistema gira quasi sempre bene, anche con applicativi intensivi, i 4 GB di RAM raramente sono limitanti, ad eccezione, appunto , durante usi davvero molto intensi. Peccato che la RAM non sia espandibile, mentre lo è lo storage interno, o tramite lo slot M2 Sata 3 o tramite quello PCI-E completamente libero.

Buona anche l’autonomia, la gestione termica e dei consumi, oltre al design davvero piacevole ma poco originale ed alla tastiera retroilluminata dall’ottimo feedback.

In conclusione, Xiaomi non delude nemmeno in questo ambito, per lo meno sul modello da 12.5 pollici. Resta a voi la scelta se scommettere o meno sull’affidabilità a lungo termine di questo dispositivo che, come detto in apertura, concorre con diverse soluzioni di altre aziende offrendo qualcosa in meno sulla carta ad un prezzo davvero concorrenziale, per lo meno in Cina dove gode di un servizio di assistenza in caso di problemi.

Lo Xiaomi Mi Notebook Air 12.5 è acquistabile su GearBest ad un prezzo di 542 euro con spedizione dalla Cina.

Emanuele Pagliari

Studente di ingegneria informatica, elettronica e delle telecomunicazioni, da anni appassionato di hardware, tecnologia e musica elettronica. Negli ultimi anni ho iniziato ad avvicinarmi sempre più al mondo degli smartphone Android, focalizzandomi su quelli low-cost, arrivando fino ai device cinesi dei marchi più blasonati.

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