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Strategy Analytics: “Gli smartphone cinesi sono sempre più costosi”

Ogni nuovo settore tecnologico passa attraverso 3 macro-fasi economiche. Inizialmente avemmo la fase di “debutto“, con i primi modelli dai prezzi salati, in quanto novità, passando poi ad una fase di “assestamento“, con specifiche sempre più paragonabili sulla maggioranza dei prodotti, per poi concludere con una fase di “affinamento“: il mercato è saturo ed i produttori devono proporre terminali sempre più originali, performanti e, di conseguenza, costosi.

Quando si parla del mercato degli smartphone possiamo dividerlo sostanzialmente in due filoni: le aziende che operano a livello globale, come Apple e Samsung, quelle limitate soltanto ad alcuni paesi selezionati, come OPPO Vivo, e poi società come Huawei che, dopo anni di (quasi) anonimato, è riuscita ad imporsi anche nel panorama mainstream, a discapito, però, dei prezzi, in aumento di anno in anno. Appunto, la fase di “affinamento”.

A tal proposito, è interessante osservare un’infografica realizzata da Strategy Analytics raffigurante l’andamento dell’average selling price, ovvero il prezzo medio di vendita per i brand in questione.

Strategy Analytics: “Gli smartphone cinesi sono sempre più costosi”

Tralasciando Apple, il cui andamento si differenzia dagli altri brand, in quanto basato su soltanto pochi modelli di smartphone, possiamo notare come nell Q3 2016 il prezzo medio di vendita dei terminali Samsung sia calato, probabilmente influenzato dal flop del Galaxy Note 7.

Sorte opposta, invece, per Vivo, i cui prezzi medi sono invece aumentati gradualmente, con un picco di 218 dollari nel Q3 2016, sfiorando i 222 dollari di Samsung, grazie all’arrivo sul mercato del Xplay 6. A seguire troviamo OPPO, il cui prezzo medio, se nel 2015 si aggirava attorno ai 250 dollari, è sceso fino a 186 dollari nel terzo periodo del 2016. Questo calo è stato subito anche da Huawei e, come per OPPO, sarebbe dovuto ad una maggiore concentrazione nell’espansione in paesi emergenti con dispositivi low-cost.

In questa classifica non troviamo nomi come XiaomiMeizuLeEco, ovvero aziende incentrate sull’offerta di prodotti competitivi dal punti di vista del rapporto qualità/prezzo. Se da un lato ciò garantisce all’utenza di poter godere di prezzi inferiori alla media, dall’altro potrebbe essere una limitazione in una più ampia ottica di mercato. Time will tell.

Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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