Riprendiamo a parlare della diatriba politica-economica che ha coinvolto ZTE ed il governo degli Stati Uniti. Dopo le notizie che vorrebbero una collaborazione tra America e Cina per trovare un compromesso vantaggioso, si iniziano a tirare le prime somme che mostrano delle perdite considerevoli per l’azienda cinese.
Il ciclone che ha colpito ZTE a causa delle interazioni commerciali con paesi “ostili” agli USA, inizia a mostrare i primi danni. Ricordiamo che a seguito dell’inchiesta e, prima che questa fosse conclusa, è stato imposto il ban a ZTE. Queste penalizzazioni sono costate care all’azienda, oggi sappiamo quanto: 3.1 miliardi di dollari. Le cifre arrivano da un rapporto di Bloomerg che ha cercato quantificare il danno emergente ed il lucro cessante derivante dalle sanzioni. Qualora le sanzioni dovessero essere confermate, infatti, la perdita stimata da Bloomerg sarebbe, come detto, pari a 3.1 miliardi.
Chiaramente i numeri potrebbero cambiare al netto degli accordi previsti da entrambi i governi. Infatti se si decidesse di ridimensionare le sanzioni e dare la possibilità a ZTE di ritornare sul mercato, lo scenario sarebbe completamente diverso. Questa vicenda, ad ogni modo, ci ha abituato a repentini capovolgimenti di fronte, quindi possiamo aspettarci di tutto, anche se, pare che la situazione si sia stabilizzata grazie all’ingresso in campo dell’investitore istituzionale di ZTE (il governo cinese).
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