Crediti: Xiaomi
Questo inizio 2019 non si sta rivelando un gran periodo per i produttori di smartphone. Dopo Apple e Samsung, anche le azioni di Xiaomi sono state colpite non poco, con un calo in borsa del -39%. Un calo che ha preoccupato non poco gli investitori, dato che negli scorsi giorni la compravendita delle azioni era stata volutamente bloccata. E dopo aver perso circa 14 miliardi di dollari in valore di mercato, Xiaomi ha adesso riaperto le trattative.
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Sin dal debutto nella borsa di Hong Kong, le cose per Xiaomi non sono andate propriamente bene. I primi giorni non raggiunsero i risultati sperati, con le azioni che sono calate per poi riprendersi e, nei mesi successivi, calare di nuovo fino ad oggi. A parte per il mese di luglio 2018, il valore in borsa di Xiaomi è sempre andato calando, come mostrato nel grafico qua sopra. Lo stesso fondatore Lei Jun si è dimostrato molto contrario all’ingresso nel mondo finanziario da parte di Xiaomi, come spiegato in questi retroscena.
Secondo quanto riportato da Bloomber, più di 3 miliardi di azioni sono state adesso sbloccate, ovvero il 19% di quelle presenti in circolo. E stando alle valutazioni degli analisti, il valore dovrebbe raggiungere 16.72 dollari entro il 2020. Nel frattempo il periodo di blocco per gli azionisti di controllo (fra cui anche Lei Jun) è stato prolungato per altri 365 giorni. Questo per evitare manovre pericolose che potrebbero danneggiare i molti investitori, fra cui nomi del calibro di Qualcomm e China Mobile.
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