L’inclusione nella Entity List di Huawei da parte del governo statunitense sta portando a conseguenze piuttosto nefaste per l’azienda asiatica. Ad avere problemi non sarà soltanto il settore consumer, fra smartphone e notebook, ma anche quello legato alle infrastrutture 5G. In pochi giorni Huawei sta per passare da leader del settore ad essere estromessa non soltanto in USA, ma anche in Europa, Italia inclusa. Come riporta Il Messaggero, il governo Salvini-Di Maio starebbe valutando di ricorrere al cosiddetto Golden Power. Si tratta dello strumento con cui rescindere contratti già in essere sulla base di potenziali problematiche legate ad importanti infrastrutture della nazione.
Se ciò andasse in porto (cosa molto probabile), lo sviluppo del 5G in Italia verrebbe affidato al consorzio Nokia, Ericsson e Siemens. Una decisione richiesta soprattutto dalla Lega, con un’interrogazione al Ministro del Lavoro e dello Sviluppo (ovvero Di Maio), il quale risulta più restio a compiere tale mossa. Anche perché, in caso contrario, gli USA non sarebbero più disposti a collaborare in toto con l’Italia. Come affermato da Mike Pompeo, segretario di stato statunitense, “se un paese adotta componenti Huawei e le usa per le sue infrastrutture sensibili non saremo in grado di condividere informazioni né di lavorare con loro“. Un messaggio rivolto soprattutto a Regno Unito e Germania, due nazioni non particolarmente inclini alle pressioni americane.
A questo punto la situazione si fa molto delicata. Huawei ha le mani in pasta non poco se si parla di connettività in Italia, collaborando a stretto contatto con TIM, Vodafone e Wind 3. Basti considerare che il 20/30% delle reti italiane sono composte da infrastrutture Huawei. Per non parlare del progetto WiFi.italia.it, la rete Wi-Fi gratuita diffusa su scala nazionale.
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