Xiaomi

Ecco perchè le scorte di Xiaomi sono limitate (al contrario di Vivo e OPPO)

Un leitmotiv che vediamo ripetersi ad ogni nuovo lancio di smartphone da parte di Xiaomi è quello relativo alle scorte limitate. Limitandoci ai mesi più recenti, basti vedere la posticipazione della vendita di Mi 9 SE e Mi 9 Explorer proprio per questa problematica, così come le difficoltà incontrate con Mi 9. Ma se si guarda agli anni passati sono numerosi i casi del genere, con l’utenza ritrovatasi a doversi affidare a flash sale con poche unità che si concludono in pochi minuti se non addirittura secondi.

Vivo e OPPO non hanno mai problemi di scorte, a differenza di Xiaomi: come mai?

Considerato che stiamo parlando di Xiaomi, una delle principali società tech al mondo e non certo della prima azienda che capita, come mai succede ciò? Cos’è che innesca questo meccanismo, quando ci sono aziende minori come OPPO e Vivo che non hanno assolutamente questa limitazione, anzi?

A darci un’immagine più chiara della situazione è questo report, nel quale ci vengono mostrate le percentuali di utilizzo dei cosiddetti ODM. Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, un ODM (Original Design Manufacturer) è una società incaricata nel disegnare ed assemblare uno smartphone. Nel caso di Xiaomi queste sono Wingtech, Longcheer e Huaqin, bene o male le stesse (o quasi) che vengono utilizzate anche da competitors come Huawei, Samsung e così via.

Ma al di là dei nomi, ciò che ci interessa sono le percentuali, fra l’altro messe a confronto fra 2018 e 2019. Queste stime ci mostrano quanto un’azienda si affidi a compagnie esterne per la realizzazione dei propri prodotti, con conseguenti possibili ritardi nella filiera e limitatezze nella quantità. Non a caso Xiaomi si attesta sul 75%: non a caso l’unica a superarla è Lenovo con l’85%, i cui smartphone sono poco distribuiti su scala globale.

A colpire è il dato diametralmente opposto attribuito a Vivo, con addirittura lo 0% della produzione affidata a ditte di terze parti. Anche OPPO si mantiene su numeri bassi, per quanto sia passata dal solo 9% del 2018 al raddoppiato 18% in questo 2019. Ovviamente ciò ha un suo costo, in tutti i sensi. Se Xiaomi riesce a mantenere i costi così più bassi rispetto alla concorrenza è anche per questa motivazione.


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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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