Iniziamo la giornata con un nuovo capitolo per quanto riguarda la saga Huawei Ban. La mossa compiuta dall’amministrazione Trump ha fatto sì che non soltanto le aziende statunitense non possano commerciare con Huawei, ma anche altre realtà ricollegabili agli USA. Basti pensare ai timori avanzati dall’asiatica TSMC o la rimozione dal catalogo Vodafone ed EE dei telefoni Huawei. E stamani è saltata fuori l’indiscrezione che vedrebbe anche la giapponese Panasonic aver deciso di interrompere la fornitura di componenti al colosso cinese.
Stando alle indiscrezioni riportati da Reuters, l’azienda avrebbe richiesto ai proprio dipendenti di bloccare le transazioni nei confronti di Huawei e delle 68 società affiliate. Anche se Panasonic ha sede in Giappone e non negli USA, i propri componenti contengono tecnologie e/o materiali di provenienza statunitense con una percentuale pari o sopra al 25%.
Tuttavia, non ha tardato ad arrivare la smentita da parte di Panasonic, con un documento ufficiale pubblicato sulla propria pagina Weibo. La dirigenza ha dato per false le suddette notizie, garantendo il normale rapporto di commercio con Huawei. Un sospiro di sollievo per la compagnia di Ren Zhengfei, anche perché nel frattempo si parla di una estromissione pressoché totale dai giochi del 5G in Europa ed Italia.
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