In passato abbiamo già assistito ad un primo teardown di Huawei P30 Pro, poco dopo il suo lancio sul mercato. Ma viste le recenti vicissitudini a cui Huawei è andata incontro nei confronti degli USA, il tutto è stato nuovamente affrontato ma sotto un’ottica differente. Analizzando la struttura interna dello smartphone, quante componenti vengono dagli USA e quante dall’Asia? Di conseguenza, un ban totale da parte degli USA cosa andrebbe ad inficiare? Ce lo mostra Nikkei Asia, con l’elenco sottostante che comprende percentuali e costi stimati.
In realtà molte componenti provengono proprio dall’Asia, fra Cina, Giappone, Sud Corea e Taiwan. Ma all’interno di Huawei P30 Pro ci sono comunque parti essenziali prodotte negli USA, fra cui RAM, impianto audio e protezione del display.
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