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Niente più QR Code: in Cina cresce il Face Scan per i pagamenti

Il mondo tecnologico in Cina è sempre quello più all’avanguardia, per quanto spesso e volentieri si sollevino polemiche. Se si parla di pagamenti in mobilità, se qua da noi spesso è dura trovare negozianti che accettano bancomat e carte di credito, in Cina si è soliti farlo tramite QR Code. Basta aprire un’app come WeChat, inquadrare il codice e selezionare la somma da inviare. Una procedura che qua in Italia può sembrare futuristica ma che in realtà è già in procinto di essere sostituita da una procedura ancora più pionieristica.

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Il riconoscimento facciale usato anche per i pagamenti in Cina: e la privacy?

È di oggi la notizia che vede Ant Financials, un ramo del colosso Alibaba e WeChat finanziata da Tencent, aver intrapreso l’adozione del riconoscimento facciale. Tramite l’utilizzo di un’apposita videocamera si inquadra il cliente, al quale viene chiesto di sorridere per finalizzare il pagamento. Così facendo si dà la possibilità di usufruire dei pagamenti senza carte e contante anche agli utenti meno tech entusiast. Niente smartphone: basta guardare in camera, sorridere ed il pagamento è concluso. Un sistema che è in fase di introduzione non soltanto nelle grandi catene, ma anche in supermercati, panetterie, fruttivendoli e così via.

A questo punto potrebbero sorgere spontanei due dubbi più che legittimi. Il primo riguarda la progressiva sparizione dei cassieri in carne ed ossa, visto che un metodo di pagamento del genere porterà a negozi sempre più automatizzati. Il secondo, forse quello più ovvio per noi occidentali, è la salvaguardia della privacy. Visto il controllo che il governo esercita sulla vita in rete dei propri cittadini, ad ogni volto saranno associati acquisti specifici. Non che pagare con le carte sia tanto diverso, visto che anch’esse ci sono associati dei dati anagrafici. Ma si sa, quando ci sono di mezzo dei dati biometrici aleggia sempre un certo scetticismo.


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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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