La strada verso la riconciliazione fra Huawei e USA è ancora lunga e tortuosa. Per quanto ci siano già stati dei segnali di distensione da parte del governo Trump, l’azienda ha capito che, per vivere serena, sarà necessario acquisire maggiore indipendenza. È questa la strada annunciata da parte di Zhang Minggang, vice amministratore delegato della divisione Huawei Francia. Ai microfoni del media francese Challenges, egli ha spiegato il piano B del colosso cinese, ponendo il 2021 come anno di traguardo.
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Da quel momento in poi Huawei si pone come obiettivo l’essersi slegata obbligatoriamente dagli Stati Uniti, in modo tale che un eventuale ban la blocchi come accaduto negli scorsi mesi. Basti pensare che la società ha dovuto rivedere i propri piani di crescita, scendendo dai 125/130 miliardi inizialmente pronosticati a 100 miliardi.
Differentemente da quanto affermato in precedenza, secondo Zhang l’avere un sistema operativo alternativo come HongMeng OS è adesso una necessità. HongMeng OS che, fra l’altro, potrebbe chiamarsi Harmony per noi europei. L’altro problema fondamentale riguarda il segmento hardware, nella fattispecie i semi-conduttori.
Seppur Huawei si produca in casa i chipset Kirin con HiSilicon, la loro architettura ha tecnologia ARM, azienda legata agli USA. Da questo punto di vista la strada sembra ancora in salita, ma non ci meraviglierebbe scoprire che Huawei sta lavorando anche in questa direzione. Non ci vengono svelati molti dettagli in merito, ma le parole di Zhang Minggang paiono molto sicure: “Nel 2021 avremo le nostre tecnologie. Ne verremo fuori più forti di prima“.
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