Da tempo le aziende cinesi stanno cercando di fare breccia nel mercato statunitense, dopo aver conquistato definitivamente quello europeo. Peccato, però, che gli USA si siano dimostrati poco recettivi nell’accogliere queste realtà, vista la faida storica fra le due fazioni geografiche. Quello che è successo a Huawei è ormai noto a tutti: in caso contrario, vi invito a leggere il mio editoriale. Sin dal lancio di Mate 10 Pro, così come dai successivi P20 e P20 Pro, il Nord America ha respinto il tentativo della società di sbarcare oltre oceano. E adesso le conseguenze si stanno per far sentire anche nei confronti degli stessi dipendenti.
Aggiornamento 23/07: come riporta il Wall Street Journal, i portavoci di Huawei hanno confermato il licenziamento di 600 dipendenti su 850 all’interno di Futurewei Technologies. “Non sono mai decisioni facili da prendere“, ha dichiarato l’azienda, precisando che tutte le persone coinvolte avranno diritto ai rispettivi pacchetti di liquidazione.
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A parlarne è il Wall Street Journal, fonte piuttosto attendibile in merito. Secondo quanto riportato, Huawei starebbe pianificando di tagliare centinaia di posti di lavoro all’interno della propria divisione americana. Per quanto ci siano segnali di distensione da parte della stessa amministrazione Trump, questi mesi hanno comunque comportato dei cambiamenti nell’approccio di Huawei. Forte di un grosso successo in madrepatria, la dirigenza ha deciso di puntare laddove ha i maggiori risultati. In primis Asia ma anche Europa, dove l’ostracismo derivante dal ban è stato decisamente inferiore.
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