Abbiamo speso tantissime parole su come Huawei sia riuscita a riprendersi nonostante le decisioni imposte dagli Stati Uniti. La ripresa così veloce del brand ha però portato con sé alcune “vittime” illustri. Tra le aziende in difficoltà c’è anche Qualcomm, proprio come ha dichiarato l’amministratore delegato Steve Mollenkopf.
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I motivi dietro il calo di Qualcomm – di circa il 6% sul mercato azionario – sarebbero molteplici e diversi tra questi riconducibili alle politiche di Huawei. Da un lato la crescita incontrollata del brand cinese ha fatto sì che le aziende concorrenti vendano sempre meno device, riducendo – appunto – le richieste di componenti a Qualcomm.
D’altra parte, invece, il ban USA ha costretto la stessa Huawei ad interrompere i rapporti con il chipmaker statunitense nell’acquisizione di SoC per i propri smartphone. Huawei, infatti, si è spostata per forza di cose sui chip MediaTek come dimostrano alcuni tra gli ultimi prodotti presentati.
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Le speranze di Qualcomm sono però rivolte al 2020. Stando a quanto dichiarato, infatti, l’azienda avrà un leggero vantaggio nella produzione dei Chip 5G che si concretizzerà, sul mercato, proprio ad inizio del prossimo anno.
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