Sembra ormai un trend quello di spostare alcuni settori produttivi lontano dalla Cina. Così, anche OPPO, dopo Apple e Xiaomi ha dirottato alcune unità in India. Inutile nascondere l’intento delle aziende che – effettuando questa scelta – risparmieranno, e non poco, sulla manodopera.
Negli ultimi anni, infatti, la concorrenza nel settore degli smartphone è più serrata che mai e proprio in virtù di ciò i produttori hanno la necessità di abbattere i prezzi degli smartphone. La via più breve per farlo – a quanto pare – sta nel tagliare i costi di manodopera.
Così OPPO ha intenzione di espandere la sua manodopera in India, nell’impianto di Greater Noida, e ciò consentirà all’azienda di raddoppiare la produzione entro il 2020. Secondo i rapporti, Greater Noida ha concluso la prima fase del piano di espansione e ciò consentirà ad OPPO di produrre circa 90 milioni di smartphone in un anno.
Come già accennato, si assisterà ad un aumento della produzione pur contenendo i costi. Numeri alla mano – ad oggi – la manodopera indiana costa, infatti, meno di quella cinese.
Il mercato dei tablet ha vissuto anni di stasi, con dispositivi spesso relegati al ruolo…
Ultimo aggiornamento: 2 marzo – Come ogni interfaccia proprietaria che si rispetti, anche HyperOS (e…
La tecnologia delle batterie sta facendo passi da gigante: i produttori cinesi hanno spinto sull'acceleratore,…
Il MWC di Barcellona ha segnato anche il debutto dei nuovi flagship del produttore cinese:…
Ultimo aggiornamento: 2 marzo – Con l'evoluzione costante della tecnologia e la crescente preoccupazione per…
Ultimo aggiornamento: 2 marzo – Avete uno smartphone o un tablet Xiaomi, Redmi o POCO…