Huawei si ritrova fra l’incudine e il martello. Da un lato la volontà di rimanere in buoni contatti con Google, pur ricevendo 2 di picche a causa del ban USA. Dall’altra la conseguente strada di indipendenza intrapresa già da qualche anno ma ufficializzata con il lancio di HarmonyOS. Dopo anni di duopolio Android ed iOS, un produttore si vuole cimentare nel tirar su un OS proprietario, non senza difficoltà.
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I primi sviluppatori che hanno avuto accesso agli strumenti messi a disposizione per convertire le app da Android ad HarmonyOS non hanno speso parole molto carine nei confronti di Huawei. Nel frattempo Huawei ha depositato un brevetto relativo ad Harmony Studio.
Depositato presso l’INPI (Instituto Nacional de la Proprietad Industrial Argentina), Harmony Studio dovrebbe rappresentare una suite per lo sviluppo software di HarmonyOS. Presuppongo ciò dal nome, visto che si tratta di un brevetto e non di un prodotto ufficializzato. Ma le indicazioni nel brevetto parlano chiaro: si tratta di “sviluppo software, aggiornamenti software, programmazione e sistemi informatici” per “smartphone, tablet, indossabili, smart speaker, router, computer, smart TV e auto“.
Insomma, dovrebbe trattarsi della risposta di Huawei ad Android Studio, un altro strumento per creare app per il proprio HarmonyOS. Un fattore essenziale per rendere l’azienda autonoma da Google, visto che, più dell’hardware, a fare il buono e il cattivo tempo è quasi sempre il software.
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