Finalmente scopriamo ufficialmente Xiaomi Mi MIX Alpha, terminale attesissimo da parte dalla community di tech addicted. E no, non si tratta del tanto chiacchierato pieghevole, bensì dell’ultima declinazione di full screen. Per il quarto capitolo delle celebre saga di smartphone a tutto schermo il produttore ha scelto di stupire tutti con un display futuristico che non si limita alla sezione frontale.
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Anziché limitarsi ad una curvatura più accentuata, come visto con gli ultimi flagship Huawei Mate 30 Pro e Vivo NEX 3, Xiaomi si è spinta più in là. Xiaomi Mi MIX Alpha propone un Surround Display che ricopre sia la parte frontale che quella posteriore. Ma non con due pannelli distaccati fra di loro, come per Nubia Z20, bensì con un pannello unico che gira e ricopre interamente i due frame. Una soluzione che concettualmente ricopre il 180.6% della superficie totale della scocca.
Si tratta di un pannello flessibile piegato sui due lati, con bordi molto sottili da soltanto 2.15 mm di spessore. Una costruzione a dir poco peculiare e che ha spinto Xiaomi a riprogettare interamente la sezione interna. A partire dall’impianto connettivo, con tanto di supporto 5G. La disposizione delle antenne è stata ripensata e gestita come potete vedere in questa immagine.
Lo schermo è il vettore anche per quanto riguarda la propagazione audio, come per i precedenti modelli. Ovviamente è stato migliorato il tutto, con un impianto di trasmissione più performante. Xiaomi ha ben pensato anche al problemi dei tocchi accidentali, solitamente presenti sui telefoni con schermo curvo. E visto che qua il display corre lungo i frames laterali, il sistema AI è in grado di bloccarli.
A tal proposito, sul frame sarà possibile visualizzare le informazioni solitamente presenti nella barra in alto. Così come il pannello posteriore risulterà utile per la consultazione di contenuti leggeri che non necessitino del pannello principale. Senza considerare la possibilità di visualizzare animazioni su tutto quanto il pannello, per esempio quella in fase di ricarica: senza tanti giri di parole: che figata!
Vista la particolare struttura, Mi MIX Alpha beneficia di una maggior resistenza fornita dai materiali utilizzati. La scocca principale è realizzata in lega di titanio, solitamente utilizzata in ambito aerospaziale. Inoltre, la parte posteriore dove è incastonato il modulo fotografico è in ceramica, come da tradizione della gamma Mi MIX. A completare il tutto c’è anche una protezione in zaffiro per le lenti della fotocamera.
Trattandosi di un top di gamma con tutti i crismi, non è da meno il comparto hardware. Lo smartphone è pilotato dallo Snapdragon 855+ di Qualcomm, realizzato a 7 nm con CPU octa-core Kryo 485 a 2.96 GHz e GPU Adreno 640. Lato memorie non possono mancare tagli esagerati da 12 GB di RAM e 512 GB di storage UFS 3.0. Ad alimentarlo c’è poi una batteria da 4050 mAh con supporto Mi Charge Turbo fino a 40W.
Non è da meno nemmeno il comparto fotografico, visto che, per l’occasione, Xiaomi ha voluto fare le cose in grande. In tutti i sensi, visto che siamo di fronte al primo smartphone nella storia con sensore da ben 108 mega-pixel. Stiamo parlando del nuovissimo sensore Samsung ISOCELL HMX, in grado di scattare immagini da 12032 x 9024 pixel. Realizzato in partnership con Xiaomi, è un sensore con apertura f/1.69 una dimensione sopra la media di 1/1.33″. La sua peculiarità è il potersi sostituire ad un teleobiettivo (comunque presente), visto che permetterà di effettuare un crop molto elevato: ecco i primi sample scattati con Mi MIX Alpha.
Il comparto fotografico comprende un trittico di sensori. Oltre al primario da 108 MP, abbiamo un grandangolare Sony IMX350 da 20 MP con FoV di 117° (con macro fino ad 1.5 cm) ed apertura f/2.2 ed un teleobiettivo 2X Samsung S5K2L7 da 12 MP con apertura f/2.0 ed autofocus Dual PDAF.
Trattandosi di un concept, non è ancora ben chiaro quando sarà commercializzato. Fatto sta che non si tratterà assolutamente di un prodotto economico. Il prezzo di listino ufficiale ammonta – tenetevi forte – 19.999 yuan, ovvero circa 2560€. Una cifra che lo terrà fuori dalla portata di molti utenti, senza considerare che equivale allo stesso costo dei primissimi pieghevoli, come Galaxy Fold e Mate X.
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