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L’Italia apre al 5G di Huawei, ma non mancano le proteste

Quando Huawei guarda al mercato occidentale, specialmente quello europeo, l’Italia si rivela uno dei punti focali per la sua espansione. Le vendite di smartphone e non potranno anche essersi rallentate, ma il brand è ancora piuttosto presente sul territorio. E questo il colosso cinese lo sa bene, avendo più volte espresso la volontà di investire nel nostro paese. La faccenda si fa più complessa, però, quando si parla di 5G, un argomento decisamente più delicato. Il ban statunitense ha complicato la vita al nostro continente, con azioni di dissuasione nei confronti di nazioni come Germania e, appunto, Italia.

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Huawei e 5G in Italia: continuano le trattative, fra risvolti positivi e negativi

Lo scorso ottobre il segretario di stato USA, Mike Pompeo, ha fatto visita al nostro governo. Questo per metterlo in guardia sui pericoli che deriverebbero dall’introduzione di Huawei nell’infrastruttura 5G. E a qualche mese di distanza torna a parlarne Stefano Patuanelli, ministro dello sviluppo economico, secondo il quale l’ingresso di Huawei non è da escludere, anzi. Ecco quanto dichiarato ai microfoni de La Stampa:

Huawei offre le soluzioni migliori ai prezzi migliori. Non si può sventolare la bandiera del libero mercato con una mano e quella del protezionismo con l’altra. Abbiamo varato una normativa che garantisce la sicurezza nazionale. Detta condizioni agli operatori nei mercati sensibili, cioè delle telecomunicazione. Con le giuste difese, la possibilità di accesso non si discute.

Secondo le affermazioni del ministro, le preoccupazioni degli USA non sarebbero giustificate, viste le precauzioni previste dalle ultime normative in ambito TLC. Inoltre, non è mancata una stilettata alla presunta ipocrisia dell’operato del governo USA, accusato da più parti di dimostrarsi incoerente con la sua storia (qualcuno ha detto NSA ed il caso Snowden?).

Al contempo, il COPASIR (Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica) si era precedentemente dimostrato parzialmente contrario all’inclusione di Huawei e ZTE. A meno di non innalzare gli standard di sicurezza da rispettare per avere accesso alle infrastrutture telecomunicative. A proposito di smartphone 5G, le previsioni danno Huawei in vantaggio sui competitors, con vendite previste ben sopra brand come Xiaomi, OPPO, Vivo e OnePlus.


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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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