Da quando il ban USA ha colpito Huawei, l’azienda è dovuta correre ai ripari dal punto di vista software. Tutti gli ultimi modelli sono impossibilitati dall’utilizzare i servizi Google, dovendosi affidare a versioni AOSP di Android prive dell’ecosistema di app e servizi a cui siamo abituati. Da questa necessità sono nati gli Huawei Mobile Services (anche detti HMS), ovvero l’alternativa fatta in casa per compensare alla mancanza dei Google Mobile Services. Lanciati al grande pubblico durante ottobre, qualche giorno fa ne è stata presentata la versione 4.0 in occasione del Huawei Developer Groups del 27 dicembre. Si tratta ancora di una Beta ma non mancano le novità: ecco di cosa si tratta.
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I punti focali su cui si è concentrato lo sviluppo dei servizi Huawei riguardano i pagamenti in-app, servizi account e pubblicitari, oltre all’introduzione di nuovi pacchetti software dedicati allo smart learning. Huawei ha pensato anche ad aggiungere un servizio Safety Detect, con cui migliorare la sicurezza di sistema, delle app, evitare URL potenzialmente pericolosi e la falsificazione degli account. Non manca il sistema FIDO per l’autenticazione online tramite parametri biometrici, più banalmente il riconoscimento delle impronte.
Durante l’evento è stato comunicato che il servizio Push Kit è adesso stato adottato da 38.000 applicazioni, con un volume di messaggi giornalieri che supera i 30 miliardi. Si tratta del pacchetto dedicato alle notifiche, con cui gli sviluppatori possono comunicare più rapidamente con gli utenti.
C’è ancora tanta strada da fare per poter sostituire a pieno quanto offerto dalla piattaforma di Google, ma quello che è certo è che Huawei ed Honor stanno lavorando in questa direzione. Nel frattempo, sono stati contattati gli sviluppatori delle 150 app principali in India per fare scouting e reclutare quanti più addetti possibili, con investimenti che toccheranno il miliardo di dollari.
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