Nel corso del 2018 avvenne un grosso cambiamento per Xiaomi, con una quotazione in borsa che si è rivelata piuttosto difficoltosa. Lo stesso CEO Lei Jun spiegò le sue motivazioni contrarie, in vista di un calo azionario che si è ripercosso per tutto il 2019. Per varie motivazioni, sia personale che di fluttuazione del mercato, il trend del 2019 è stato negativo fino a fine anno. Da inizio 2020, contestualmente al lancio di Redmi K30, si è iniziato a vedere un primo ribaltamento.
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Siamo al 17 gennaio, giornata in cui chi possiede azioni Xiaomi torna finalmente a tirare un sospiro di sollievo. Nell’arco di poco più di un mese, infatti, si è passato da un valore di circa 8.5/9 HKD ad un picco di 13.24 HKD, circa 1.54€ al cambio. Ad oggi si tratta del valore più alto mai toccato in borsa da Xiaomi, con una capitalizzazione complessiva di mercato pari a 40.4 miliardi di dollari.
Basti pensare che lo scorso agosto la capitalizzazione era pari a circa 28 miliardi, per quanto il valore attuale sia comunque inferiore ai 50 miliardi dell’IPO del debutto a luglio 2018. Ricordiamo che la quotazione di Xiaomi riguarda l’indice Hang Seng, all’interno del quale sono include grosse compagnie come Bank of China, China Unicom, China Telecom e China Netcom.
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