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Ecco tutti i paesi che hanno accolto il 5G di Huawei

Continua l’espansione dell’infrastruttura 5G creata da Huawei fuori dai confini cinesi. Nonostante le problematiche legate ai rapporti fra USA e Cina, diversi paesi non asiatici stanno ufficializzando i rapporti commerciali con l’azienda cinese. Una mossa non di poco conto, se si considera che gli Stati Uniti hanno fatto pressioni nei confronti dei paesi occidentali. Fra questi troviamo la Germania, che inizialmente aderì al blocco nei confronti di Huawei ma che oggi si apre allo sviluppo del 5G.

Aggiornamento 10/02hanno confermato: le autorità svedesi PTS (Post and Telecoms Swedish) che Huawei parteciperà alla costruzione dell’infrastruttura 5G del paese. E come tutte le altre società, dovrà fornirà apposita documentazione sulla sicurezza alle forze dell’ordine. Un traguardo non da poco, se si considera che uno dei principali competitors lato 5G, ovvero Ericsson, ha casa proprio in Svezia.

Aggiornamento 29/11: il presidente Emmanuel Macron ha affermato di non voler stigmatizzare nessuna società in particolare. Ciò significa che l’ingresso di Huawei in Francia non sarà ostacolato, contro la volontà espressa dagli USA.

Aggiornamento 18/11: alla lista si aggiunge anche la Nuova Zelanda. Uno degli operatori principali, Spark, continuerà ad utilizzare attrezzatura Huawei, mantenendo l’azienda cinese fra i suoi fornitori preferiti. Tuttavia, non sarà l’unica società su cui si baserà per lo sviluppo dell’infrastruttura 5G, visto che anche Nokia giocherà un ruolo fondamentale.

Aggiornamento 07/11: il ministro degli esteri dell’Ungheria Peter Szijarto ha annunciato la partecipazione ufficiale di Huawei nel roll-out del 5G nel paese. Anche se gli USA hanno parlato di potenziali minacce alla sicurezza nazionale, l’Ungheria ha affermato di non avere prove in merito. La collaborazione avverrà con gli operatori Vodafone e Deutsche Telekom per la costruzione e lo sviluppo dell’infrastruttura.

Aggiornamento 28/10: anche se partner degli USA, il parlamento del Regno Unito ha respinto la proposta di ban verso Huawei. La dichiarazione è stata la seguente: “non ci sono motivi tecnici per escludere completamente Huawei dal 5G o altre reti di telecomunicazioni del Regno Unito“. A questo punto lo stesso primo ministro Boris Johnson starebbe per dare il via libera per l’accesso alla rete 5G del Regno Unito. Secondo fonti interne, il governo avrebbe concesso all’azienda l’accesso a parti “non controverse” della rete. Queste sarebbero aree infrastrutturali dove, nel caso in cui Huawei volesse perseguire atti maligni, non ci sarebbero danni.

Aggiornamento 25/10: anche la Repubblica Ceca finalizza la collaborazione con Huawei per lo sviluppo delle infrastrutture 5G. Lo afferma il ministro dell’industria Karel Havlicek ai microfoni di Reuters: “La tecnologia che è alla base della costruzione di reti 5G ha un carattere globale e non posso immaginare l’impostazione di parametri diversi per l’approccio con Huawei o altre compagnie in Repubblica Ceca rispetto a Germania o Polonia“.

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Il matrimonio a tema 5G fra Huawei e Germania viene coronato

Che il 5G di Huawei faccia gola a tanti paesi non lo scopriamo certo oggi, sia per un discorso di prezzi che di avanzamento tecnologico. Avete visto le velocità record raggiunte in Svizzera? Alla luce di ciò, la Germania ha deciso di non escludere Huawei dall’infrastruttura 5G nazionale. Il regolamento appena promulgato verso gli operatori tedeschi rende possibile la loro collaborazione con la società di Ren Zhengfei.

Basterà rispettare gli standard di sicurezza decisi dal governo della Germania per non incappare in possibili blocchi. Fra questi c’è la possibilità di interrompere i rapporti e ricevere rimborsi nel caso vengano rilevati atti di spionaggio o sabotaggio. Oltre alla Germania, anche Emirati Arabi, Russia e Norvegia hanno stretto accordi con Huawei. E sembra soltanto questione di tempo prima che anche l’Italia dica sì, seppur lo spauracchio del Golden Power faccia paura anche a ZTE.


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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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