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Huawei tagliata fuori dall’app Google di tracking del Coronavirus?

In queste ore si sta facendo un gran parlare di Immuni, l’app di tracciamento fatta sviluppare dal governo italiano per cercare di contenere l’infezione da Coronavirus. Nelle settimane a venire non sarà più l’unico metodo software per fare ciò, visto che anche Apple e Google stanno lavorando congiuntamente ad un’app dedicata. Così facendo, i due colossi tech permetteranno a tutti coloro che vorranno di usufruirne, specialmente in quei paesi dove (al contrario dell’Italia) non è presente un’app nazionale. A questo punto, alcuni si sono posti una domanda più che legittima: ma cosa succederà nel caso di Huawei?

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Google ci permetterà di tracciare il Coronavirus, ma non sugli smartphone Huawei

Per chi se lo stesse chiedendo, l’app di Google ed Apple dovrebbe funzionare in maniera identica alla nostrana Immuni. Essendo necessaria una vicinanza fra individui per dare luogo ad un possibile contagio, sarà la tecnologia Bluetooth LE a permettere questo tracking. In modo da salvaguardare la privacy, gli smartphone comunicheranno fra loro scambiandosi piccoli pacchetti dati, senza l’ausilio del GPS. Così facendo, ogni smartphone registrerà questo contatto in maniera anonima.

Nel momento in cui un individuo sarà diagnosticato di infezione da Covid-19, questo potrà segnalarlo sull’app in questione. Così facendo, tutti gli utenti che saranno stati registrati nelle sue vicinanze nei giorni antecedenti saranno informati dell’accaduto. L’idea durante l’epoca del Coronavirus è partita su larga scala a Singapore, con il progetto TraceTogether, e verrà estesa anche ad altri paesi del mondo, fra cui l’Italia.

Detto questo, come ormai ben saprete, la volontà degli USA di intralciare il loro commercio sta impedendo a Huawei di utilizzare i servizi Google. A questo punto verrebbe da pensare che anche l’app di tracking del virus potrebbe essere estromessa dai prodotti Huawei ed Honor. Non è ancora detta l’ultima, però: le aziende non si sono ancora esposte in merito e, vista la delicatezza dell’argomento, non è da escludere che Google possa fare un’eccezione.

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Luca Armentano

Fin dalla tenera età coltivo la passione per tutto il mondo dell'elettronica, in particolar modo per quella che circonda i microprocessori. Da circa 3 anni la mia passione per gli smartphone ha preso forma e si è evoluta, sentendo sempre più il bisogno di condividerla con il maggior numero di persone possibili. Se mi si presenta davanti agli occhi un terminale con uno schermo? Devo provarlo!

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