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Huawei potrebbe avere seri problemi con Kirin 990 e 980

Se prima era soltanto un’indiscrezione, adesso il ban USA riguarda ufficialmente anche la produzione dei chipset. Da quando il governo Trump ha stretto ulteriormente la morsa verso la Cina, Huawei non può più collaborare a pieno con TSMC. Di conseguenza, la divisione proprietaria HiSilicon sta andando incontro a seri problemi nel soddisfare la richiesta della casa madre. Per quanto Huawei sia risaputo essere in grado di farsi i SoC da sola, si affida comunque a chipmaker esterni per la realizzazione fisica. Questo perché HiSilicon si occupa unicamente di crearli e progettarli, ma non di fabbricarli, in quanto richiederebbe sforzi economici ed industriali di alto livello.

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La produzione dei Kirin 990 e 980 non è più affidata a TSMC: e adesso che farà Huawei?

Non potendo più affidarsi in toto a TSMC, Huawei sta progressivamente sondando il terreno con altre aziende. In primis con SMIC, nuovo partner cinese che non può ancora soddisfare la produzione di fascia alta. Sotto questo fronte potrebbero venire in aiuto aziende come MediaTek in primis, ma anche Samsung, che però ha storicamente una gestione più chiusa, specialmente nei confronti delle aziende rivali. Si tratterebbe in ogni caso di una rivoluzione importante, dato che significherebbe affidarsi a SoC di terze parti. E da qui potrebbero venire meno tutti i vantaggi prestazionali che da anni contraddistinguono gli smartphone Huawei.

Per il momento, però, Huawei e TSMC stanno continuando a lavorare assieme, dato che l’azienda ha trovato un escamotage per sopperire al ban, almeno momentaneamente. Nell’attesa che il ban prenda piede al 100%, è stato effettuato un grosso ordine da 700 milioni di dollari. Così facendo, Huawei potrà mettersi da parte un quantitativo minimo di chipset che siano in grado di tenere a galla la produzione per diversi mesi. Nel frattempo, l’azienda potrà fare le sue valutazioni, come spiegato sopra.

Tuttavia, qua sorge un problema non da poco. TSMC è il chipmaker più importante al mondo, nonché principale fornitore di aziende come Apple, per citare la più celebre. Ne consegue che, per quanto grande sia, non può produrre tutti i SoC di cui Huawei avrebbe bisogno nell’immediato. Mentre la produzione dei SoC a 5 nm e 12 nm sarebbe ancora possibile, quella a 7 nm dovrebbe subire una decisa battuta d’arresto. Questo perché la filiera a 7 nm di TSMC è completamente congestionata e non può venire incontro alle tempistiche richieste da Huawei.

I prossimi top di gamma Huawei, ovvero Mate 40 e P50, sicuramente non ne soffriranno, dato che faranno affidamento ad una serie Kirin 1000 a 5 nm. Allo stesso tempo, gli attuali Kirin 990980 a 7 nm saranno i primi a subirne le conseguenze, pertanto è ipotizzabile che non ci saranno più modelli a montarli. Sicuramente ci saranno delle scorte, ma onde evitare problemi di scorte, Huawei potrebbe prontamente accantonarli in favore di altre piattaforme.

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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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