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MediaTek: pressioni dagli USA per l’affaire con Huawei

Da quando il ban USA ha colpito duramente Huawei, l’azienda cinese non può più commerciare con TSMC. Il chipmaker di scala globale non può più creare i SoC per HiSilicon, dando un duro colpo alla produzione dei chip Kirin. Adesso l’azienda si trova costretta a trovare soluzioni alternative, con il rischio che nel futuro HiSilicon non possa più creare SoC proprietari. Per questo MediaTek potrebbe rivelarsi un partner fondamentale alla sua sopravvivenza nel mercato degli smartphone.

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Gli USA fanno pressing su MediaTek per non fornire aiuto a Huawei

Mettendo da parte la rivale Samsung, con cui l’accordo non è andato a buon fine, altre opzioni come UNISOC e SMIC sono sì fattibili ma non ad alti livelli. Trattandosi di chipmaker modesti, non sarebbero ancora in grado di soddisfare una richiesta ampia come quella di Huawei. In questo scenario, MediaTek rappresenterebbe quasi una scialuppa di salvataggio, senza contare che i nuovi introiti da parte di Huawei le permetterebbero di crescere ulteriormente. Non a caso, anche Xiaomi sta pensando di lavorare a stretto contatto con il chipmaker di Taiwan, realizzando un nuovo chipset proprietario.

Questo legame fra Huawei e MediaTek ha creato un’allerta in casa USA, con il governo statunitense che sta attentamente monitorando la situazione. Potrebbe esserci il rischio che MediaTek agisca sotto banco per conto dell’azienda cinese, comprando chip per conto suo. Entrambe le parti hanno prontamente smentito, ma il governo USA continua ad essere diffidente nei confronti di Huawei. A tal punto da – secondo indiscrezioni – spingere l’amministrazione americana a fare pressioni su MediaTek per allentare la collaborazione.

Anche perché, sempre secondo la stessa fonte, l’americana Qualcomm sarebbe in trattativa per subentrare nella fornitura di chip a Huawei. Ad un occhio malizioso questa potrebbe sembrare una mossa quasi di sabotaggio da mano americana: impedire a Huawei di prodursi i chipset in casa per poi venderglieli a stampo USA. Fatto sta che il costruttore di chip statunitense sta trattando con il proprio governo per ricevere le licenze speciali, senza le quali le aziende occidentali non possono operare con Huawei.

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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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