Era prevedibile che prima o poi sarebbe successo: Google ha iniziato a rivedere le compatibilità delle applicazioni presenti sul Play Store. Come? Molto semplicemente, esse dovranno essere compatibili e supportare obbligatoriamente Android 10 o superiore (quindi anche Android 11).
Come si evince dal documento ufficiale su Android Developers (che trovate in fonte), a partire dal 2 novembre 2020, gli aggiornamenti delle varie applicazioni e giochi su Google Play devono essere indirizzati ad Android 10, quindi al livello API 29 o superiore. In cosa si traduce questo? Che praticamente, sebbene possiate utilizzare l’applicazioni con le versioni di Android più vecchie supportate, gli aggiornamenti delle stesse dovranno essere mirati alle ultime versioni del sistema operativo, al fine di migliorarne prestazioni e ridurne il consumo energetico.
Questa richiesta è stata esplicitamente inviata agli sviluppatori delle applicazioni e dei giochi presenti sul Google Play Store, al fine di fare un ulteriore passo in avanti in merito al supporto. Infatti, avere un’applicazione compatibile perfettamente con Android 10 o superiore migliorerà sensibilmente l’esperienza d’uso, in quanto un’app non ottimizzata ed aggiornata per smartphone con l’ultima generazione software rischierebbe di essere pesante e quindi più energivora.
Questa per Google è una prassi e agli occhi dell’utente comune può sembrare irrilevante, visto che non lo percepisce usandola. Ma per gli sviluppatori avere applicazioni e bundle conformi al targetSdkVersion attuale è sicuramente più comodo per l’esperienza più fruibile e far crescere il numero di download.
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