Oltre allo stuzzicante Redmi K30 Ultra, lo Xiaomi Mi 10 Ultra si è mostrato in tutta la sua potenza sul palco dell’evento Xiaomi. Nel panorama dei top di gamma si pone come uno dei più completi, con specifiche di alto profilo. Per questo è interessante confrontarlo con la concorrenza, ovvero OnePlus 8 Pro, OPPO Find X2 Pro e Huawei P40 Pro+. Per l’occasione, abbiamo deciso di infilare in questo confronto delle specifiche anche Samsung Galaxy Note 20 Ultra, essendo stato da poco presentato.
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Dati alla mano, Huawei P40 Pro+ è il più piccolo, per quanto nessuno dei quattro sia definibile compatto. Paradossalmente è anche il più pesante, mentre OnePlus 8 Pro rimane sotto la soglia critica dei 200 g. Pur essendo il più recente fra questi flagship, Xiaomi Mi 10 Pro è l’unico ad essere privo di certificazione IP68.
Al contempo, Huawei P40 Pro+ si fregia di una scocca posteriore in ceramica. Dal punto di vista estetico, le colorazioni sono varie e accontentano tutti i gusti. A differenziarsi sono OPPO Find X2 Pro, disponibile in pelle vegana, e Xiaomi Mi 10 Ultra e la sua Transparent Edition.
È il 2020 e lo standard per i top di gamma è l’utilizzo di un pannello AMOLED a 120 Hz, caratteristiche comuni a tutti i modelli messi a confronto. La prima differenza sta nella risoluzione, “soltanto” Full HD+ per Xiaomi Mi 10 Ultra e Huawei P40 Pro+ e in Quad HD+ per gli esponenti OnePlus, OPPO e Samsung. Cambia anche la tipologia di foro adottato: su Xiaomi, OnePlus e OPPO abbiamo il singolo foro in alto a sinistra, su Samsung quello centrale e su Huawei un doppio foro.
Da notare che Samsung Galaxy Note 20 Ultra è l’unico a potersi fregiare del nuovo vetro protettivo Gorilla Glass Victus. Senza contare che, oltre ad essere l’unico senza curvature estreme dello schermo, è il solo a supportare la comoda S Pen.
La prima triade di flagship Xiaomi, OnePlus ed OPPO è pilotata dallo Snapdragon 865, il SoC di fascia alta targata Qualcomm ad alta potenza. Meno performanti sono i chipset che guidano Huawei P40 Pro+ e Samsung Galaxy Note 20 Ultra, soluzioni proprietarie che sono comunque potenti ma un pelo sotto allo Snap 865. D’altro canto, i top Huawei e Samsung sono gli unici due ad avere una memoria espandibile.
Quando si parla di fotocamera il discorso si fa complesso, visti i tanti parametri che sono presenti in ballo. Facendo un’analisi puramente tecnica, in termini di lunghezza focale è Xiaomi Mi 10 Ultra che conquista il trono. La combinazione di una coppia di teleobiettivi gli permette di spingersi fino ad uno zoom 120x combinando hardware e software. Subito sotto troviamo Huawei P40 Pro+, anch’esso con due teleobiettivi che riescono a raggiungere uno zoom 100x. Da sottolineare, però, che Huawei ha adottato uno zoom ottico 10x (240 mm), mentre lo Xiaomi ha uno zoom ottico 5x (120 mm), così come quello di Samsung, OPPO e OnePlus.
Parlando di grandangolare, è sempre Xiaomi a fare meglio di tutti, con un sensore da 12 mm con il FoV più ampio da 128°. Per quanto riguarda gli altri sensori, per OnePlus ha avuto la scelta peculiare di inserire un sensore Color Filter. Purtroppo il suo funzionamento è stato castrato a causa di problemi di privacy. Parlando di autoscatti, Huawei è l’unica ad aver scelto una dual selfie camera con sensore ToF per la realizzazione di bokeh più precisi.
Il reparto connettività è pressoché omologo per tutti gli smartphone coinvolti. Scendendo più nel dettaglio si nota come tutti siano sprovvisti di ingresso mini-jack, mentre lo speaker stereo è presente su tutti. O meglio, su quasi, perché su Huawei P40 Pro+ è assente.
Data la potenza da fornire e le dimensioni in ballo, tutti i top di gamma analizzati hanno un amperaggio che più o meno supera i 4.000 mAh. La vera sfida sta nella gestione energetica del software, dove Xiaomi, Huawei ed OPPO hanno spesso dimostrato di essere un passo avanti rispetto alla concorrenza. Ciò che cambia maggiormente sono gli standard di ricarica utilizzati.
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