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Huawei, niente SoC per smartphone: che sia Intel la soluzione?

Da quando Huawei fa parte della Entity List del Dipartimento del Commercio, è obbligatorio che le aziende statunitensi ottengano una licenza speciale dal governo USA. Senza di questa, le aziende non possono più commerciare liberamente e la discrezionalità dipende dalla volontà dell’amministrazione americana di bloccare quel legame. Per esempio, Google, Qualcomm e TSMC (per citare le principali) sono tagliate fuori, impedendo a Huawei di utilizzare i loro software ed hardware sui propri dispositivi. Al contrario, prima a Microsoft e adesso ad Intel è stata concessa questa libertà di azione commerciale.

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Gli USA accordano ad Intel il permesso di continuare a commerciare con Huawei

Qualcuno di voi potrebbe giustamente chiedersi: se l’obiettivo degli USA è quello di bloccare totalmente Huawei, perché permettere a Microsoft ed Intel di lavorarci assieme? Il motivo è presto detto: le due aziende americane si occupano unicamente del mercato PC di Huawei. Le macchine della serie Huawei MateBook possono così continuare a montare chipset Intel e software Windows, lasciando sostanzialmente invariati gli equilibri visti finora. Lo stesso è accaduto recentemente con AMD, anch’essa all’opera con Huawei per fornire loro i chipset per notebook.

Pensando in maniera più lungimirante e forse anche utopica, il binomio Intel e AMD potrebbe rivelarsi una scialuppa di salvataggio per il mercato smartphone di Huawei. Premettiamo che nessuno dei due chipmaker è attualmente alle prese con i SoC mobile. La prima ci ha provato in passato, in sinergia con ASUS e Lenovo, ma con scarsi risultati. Per la seconda, invece, sarebbe una novità assoluta: nei mesi scorsi si è vociferato di un fantomatico chip AMD Ryzen C7 per smartphone, ma probabilmente si trattava di una bufala. Insomma, i presupposti sembrano non esserci, almeno nell’immediato: ma visto che Huawei si trova senza alleati, non sarebbe poi così utopistico che una realtà come Intel possa tornare sui suoi passi. Anche perché il colosso cinese avrebbe moltissimi soldi da investire, senza contare che Intel sta vedendo le sue quote di mercato su PC diminuire in favore di AMD. Pertanto un suo ritorno su smartphone potrebbe risollevare le sorti finanziarie della società.

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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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