Sin dalla sua presentazione, si è palesato un cambio di strategia per Google Pixel 5, confermato dalla valutazione non entusiasmante di DxOMark. Anziché competere con una classe di top di gamma più agguerriti che mai, Google ha preferito scendere di uno scalino. Pixel 5 vuole così restituire un’esperienza premium ma in una fascia di mercato inferiore, quella dei cosiddetti “premium mid-range”. Ma come ha impattato questo cambio nella qualità offerta dalla sua fotocamera?
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Prima di tutto, DxOMark ci spiega com’è composto il comparto fotografico di Google Pixel 5:
Rispetto a camera phone come iPhone 12 Pro, Samsung Galaxy Note 20 Ultra, Xiaomi Mi 10 Pro, Huawei Mate 40 Pro+ e così via, Google Pixel 5 ha un comparto limitato nell’hardware. Non tanto nella qualità dei sensori, quanto soprattutto nella quantità, risultando privo di un teleobiettivo dedicato, periscopiale o meno che sia. Manca anche un sensore ToF o LiDAR, utile per scandagliare l’inquadratura ed aiutare il software per gli scatti con effetto bokeh.
DxOMark sottolinea come il vero protagonista della fotocamera di Google Pixel 5 sia il software. Pur non avendo un hardware al pari dei rivali, è uno smartphone in grado di restituire foto e video di ottima qualità. Ma rispetto ad un Huawei Mate 40 Pro, il primo nella classifica di DxOMark, l’unico parametro dove riesce a fare meglio è l’autofocus e l’attendibilità del viewfinder. Ovviamente tralasciando la qualità degli scatti con zoom, non avendo un teleobiettivo dedicato ed affidandosi in toto al software. In tutti gli altri parametri Pixel 5 non sorprende, anzi, ottenendo un punteggio di 120 che lo posiziona fuori dalla top 10 di DxOMark.
Una delle principali debolezze della fotocamera di Google Pixel 5, secondo DxOMark, è la gestione del rumore, visibile in praticamente tutte le immagini. Gli scatti in generali sono piacevoli, ma non riescono a fare meglio della concorrenza: ad esempio, il grandangolare realizza belle foto, ma con un campo visivo limitato rispetto ad altri grandangolari. Se con i primi modelli la modalità Notturna di Google sembrava miracolosa, aziende come Apple, Samsung e Huawei sono riuscite ad ottenere risultati anche migliori. Anche gli scatti con la modalità Ritratto sono rispettabili, ma si nota qualche problema con l’algoritmo quando ci sono più persone nell’inquadratura.
Un ambito in cui Google Pixel 5 non eccelle ma si avvicina ai migliori è quello dei video. Ha un’ottima messa a fuoco (il migliore fra quelli testati) e la stabilizzazione è molto efficiente, anche con video 2160p a 30 fps. Tuttavia, anche con le clip si nota una gestione del rumore non ottimale, oltre ad un esposizione leggermente deludente.
Ecco, quindi, la classifica invariata di DxOMark delle migliori fotocamere su smartphone:
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