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Huawei: dalla modalità EMUI Desktop a MateStation, la storia dei suoi PC

Da anni esempio del settore Consumer Business, Huawei è riuscita a diversificare il proprio catalogo fornendo prodotti per tutti, che vadano dagli smartphone agli indossabili. Da qualche anno però, si distingue anche nel settore dei Computer, con il successo dei notebook MateBook ed in Cina ora con il PC Desktop MateStation. Ma come si è arrivati a questo processo? Ecco la storia della divisione PC di Huawei.

Huawei: da MateBook a MateStation, passando per la EMUI Desktop

Sebbene ormai siano perfettamente integrati nel nostro mercato e quasi si fa fatica a ricordare la data di uscita di questi computer, Huawei ha iniziato la sua attività PC Desktop partendo dagli smartphone. Sebbene il primo modello di MateBook fosse uscito nel 2016, integrando al brand il concetto di notebook (un 2-in-1), a dare un senso di PC è stata la modalità EMUI Desktop importata a partire da Huawei Mate 10 Pro, semplicemente collegando lo smartphone al monitor.

Anche i tablet di Huawei furono poi in grado in seguito, a partire dal 2018, di avere una propria modalità Desktop, ma a dare un senso vero e proprio di Computer furono inevitabilmente i notebook MateBook, specie la seconda generazione che prevedeva la serie X, E e D. Inizialmente costosa, è diventata man mano sempre più accessibile ed oggi sono davvero alla portata e nelle case di molti.

Ma a Huawei è sempre mancato qualcosa in questo settore, appunto una macchina fissa che potessimo definire PC Desktop. Ma perché è tardata tanto? La risposta sta proprio negli obiettivi consumer che il brand si è sempre imposto: se l’interesse è in calo, non è bene impegnarsi. Tra l’altro, seguendo l’andamento del mercato della rivale Xiaomi, è stato semplice non investire.

Poi, le sanzioni USA hanno cambiato un po’ le concezioni del settore aziendale cinese. Si è iniziato a capire che ottenere determinati PC Desktop di marchi esteri inizia ad essere complicato, con la sola Lenovo a dare lustro al mercato (sebbene sia di Hong Kong). Quindi, Huawei ha capito che il 2020 poteva essere l’anno giusto per lanciare la sua soluzione, principalmente per le aziende e per il governo.

Da qui poi è nata prima l’idea di creare il potente chipset Kunpeng 920, poi quella di lanciare definitivamente il primo vero PC Desktop del brand, appunto Huawei MateStation B515, che è praticamente l’apripista per ogni tipo di ragionamento circa i computer fissi. Anche perché, sebbene ci sia installato sopra il sistema operativo cinese UOS, è perfettamente pronto per l’uso anche all’estero. Quindi, non è assolutamente escluso che l’azienda possa portarlo anche per il mercato Consumer, sancendo la chiusura del cerchio in un settore conquistato quasi a sorpresa.

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Attilio Scalesse

Laureato in Lingue e Culture Comparate Inglese e Cinese, grande appassionato di tecnologia sin da bambino, quando i PC IBM sembravano qualcosa di spaziale. Appassionato di scrittura, grande affamato di sport ma non appena capita un qualsiasi smartphone sotto i suoi occhi, lascia fuori il mondo per poterlo ammirare, un'attrazione magnetica. Crede che la Cina sia la terra delle opportunità.

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