Come da programma, oggi arriva l’annuncio ufficiale del trittico composto da Redmi Note 9, Note 9 5G e Note 9 Pro 5G. No, non avete letto male: Xiaomi ha deciso confondere le già confuse idee del pubblico, stratificando ulteriormente la propria strategia commerciale. Annunciata in primavera, la serie Note 9 è stata lanciata solamente in India ed Europa ma non in Cina. A mesi di distanza, Xiaomi la rilancia in Cina ma con modelli diversi, per quanto alcuni siano dei rebrand di altri già esistenti.
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La rinnovata famiglia presenta delle differenze fra i modelli proposti. Si parte dal più economico, Redmi Note 9 4G, con cornici più evidenti, notch a goccia e comparto fotografico rettangolare in alto a sinistra. A metà c’è Redmi Note 9, questa volta con schermo forato con foro a sinistra e comparto fotografico circolare. Il terzo è Redmi Note 9 Pro, questa volta con foro spostato al centro.
Il modello di punta è Redmi Note 9 Pro 5G, la cui estetica ci fa capire come si tratti di una rivisitazione del nostro Xiaomi Mi 10T Lite. La back cover è disponibile in varie colorazioni, con trattamento anti-riflesso ed una finitura opaca che dovrebbe aiutare anche nel non trattenere le ditate.
Parlando di display, sia su Redmi Note 9 4G che 5G abbiamo un pannello da 6,53″ Full HD+. Su Redmi Note 9 Pro 5G si sale di livello: pur essendo sempre un IPS, è uno schermo da 6,67″ Full HD+ protetto da vetro 2.5D Gorilla Glass 5. Il suo bonus è avere un refresh rate a 120 Hz con campionamento del tocco a 240 Hz. La tecnologia AdaptiveSync è in grado di adattare in automatico il frame rate in base a cosa si sta guardando, con un occhio per la batteria.
Le differenze sono evidenti quando si parla di impianto tecnico. Essendo un rebrand di POCO M3, Redmi Note 9 4G si basa sullo Snapdragon 662 di Qualcomm, alimentato da una capiente batteria da 6.000 mAh. Realizzato ad 11 nm, contiene una CPU octa-core (4 x 2,0 GHz Cortex-A73 + 4 x 1,8 GHz Cortex-A53) ed una GPU Adreno 610. Su Redmi Note 9 5G, invece, si passa a MediaTek e all’utilizzo per la prima volta del nuovo Dimensity 800U.
È un SoC con processo produttivo a 7 nm, comprensivo di CPU octa-core (2 x 2,4 GHz Cortex-A76 + 6 x 2,0 GHz Cortex-A55), GPU ARM Mali-G57 e supporto UFS 2.2. Stando a Xiaomi, il salto prestazionale è pari al 100%, come dimostra anche il punteggio Antutu di 345.000 punti contro i 170.000 di Note 8. L’alimentazione è fornita da una batteria da 5.000 mAh con ricarica rapida a 22,5W.
Infine, Redmi Note 9 Pro 5G condivide lo stesso chip di Mi 10T Lite, lo Snapdragon 750G ad 8 nm. La CPU è sempre octa-core (2 x 2,2 GHz Cortex-A77 + 6 x 1,8 GHz Cortex-A55), mentre la GPU è una Adreno 619. A sostegno c’è anche una NPU per la gestione AI, un impianto di raffreddamento a liquido con 11 sensori di controllo ed una batteria da 4.820 mAh con ricarica a 33W. È anche uno dei modelli con tecnologia Mi Haptic, il motore di vibrazione lineare di cui vi abbiamo parlato in questo articolo. A sostenere il comparto multimediale c’è anche uno speaker stereo (c’è anche sugli altri modelli) con Smart PA e viene segnalata anche la certificazione IP53 contro liquidi e polvere. Altre specifiche comprendono anche NFC, Dual GPS, ingresso mini-jack e USB Type-C.
La configurazione fotografica di Redmi Note 9 4G e 5G comprende una tripla fotocamera da 48+8+2 MP, con un primario affiancato da un macro ed un sensore per la profondità. La selfie camera, invece, è da 8/13 MP.
Per quanto riguarda Redmi Note 9 Pro 5G, la sua quad camera presenta una novità degna di nota. Siamo di fronte al primo mid-range a sfoggiare una configurazione da 108+8+2+2 MP, con un sensore primario molto più risoluto rispetto ai 64 MP di Mi 10T Lite. Si tratta di un sensore Samsung HM2, dalle dimensioni di 1/1,52″ e coadiuvato da lenti a 7 elementi. Una risoluzione così elevata permette di eseguire ritagli anche importanti sulle immagini, simulando il funzionamento di uno zoom ottico. L’azienda garantisce poco più di un secondo per eseguire lo scatto a 108 MP: come paragone, Mi Note 10 Pro ci mette circa 4/5 secondi.
Il sensore può contare sul Pixel Binning 9-in-1 a 2,1 µm, oltre che funzione Dual Native ISO e Super Night View 2.0, con risultati promettenti in fase notturna. Non mancano modalità come video 4K, effetti AI, filtri Movie, Clone ed altro ancora. Gli altri sensori sono un grandangolo, macro e sensore per la profondità, mentre la selfie camera è una 16 MP.
Parlando di prezzi, Redmi Note 9 4G verrà proposto in Cina ad un prezzo di partenza di 127€, pari a 999 yuan di listino, per la 4/128 GB. Si sale a 140€ (1099 yuan) per la 6/128 GB, 166€ (1.299 yuan) per la 8/128 GB e 191€ (1.499 yuan) per la 8/256 GB.
Abbiamo poi Redmi Note 9 5G, con un prezzo di 166€ (1.299 yuan) per la versione da 6/128 GB. La versione da 8/128 GB costa 191€ (1.499 yuan), mentre quella da 8/256 GB costa 217€ (1.699 yuan).
Per finire, Redmi Note 9 Pro sarà venduto ad un prezzo pari a circa 204€ (1.599 yuan) per la versione da 6/128 GB. Si sale a 230€ (1.799 yuan) per la 8/128 GB e 255€ (1.999 yuan) per quella da 8/256 GB.
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