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L’indice PAI Xiaomi e Amazfit utile per l’assicurazione sulla vita

Con l’avvento di Xiaomi Mi Band 5 e Amazfit Band 5, il valore PAI è entrato a far parte dei parametri da valutare in una smartband. A tal punto da farlo considerare dagli esperti un aspetto da non sottovalutare affatto quando si parla di assicurazione sulla vita. La conversazione sull’argomento è stata avviata proprio da General Reinsurance Corporation, multinazionale statunitense che si occupa di stipulare polizze del genere. La società ha pubblicato un paper in cui spiega come la misurazione PAI sia considerabile un parametro che può spostare l’ago della bilancia in queste stipulazioni.

Amazfit e indice PAI: come una smartband può influire su un’assicurazione sulla vita

L’algoritmo PAI è stato sviluppato da Huami per poi essere integrato su Amazfit Band 5 ma anche Xiaomi Mi Band 5. L’acronimo sta per Personal Activity Intelligence ed è un vero e proprio indicatore dello stato fisico dell’utente. L’algoritmo si sviluppa sulla base dei dati biometrici registrati ed acquisiti negli ultimi 7 giorni. Si ottiene un punteggio, calcolato sulla base di età, sesso, frequenza cardiaca massima e a riposo e risposta del corpo agli esercizi. Vari studi di settore indicano come un valore PAI pari o superiore a 100 indichi un rischio minore di ipertensione, malattie cardiache e diabete di tipo 2.

Sulla base di ciò, lo studio condotto da GenRe dimostra come il valore PAI possa essere una chiave di volta nella realizzazione di un contratto di assicurazione sulla vita. Per quanto non sia un indicatore assoluto, rappresenta un bonus da non sottovalutare, a partire dal fatto che sempre più persone hanno una smartband. Di conseguenza, creare una stipula su misura può risultare più immediato. Viene spontaneo pensare che richiedere un’assicurazione con un valore PAI negativo significhi ottenere un accordo meno favorevole per l’utente.

Certo è che usare una Xiaomi Mi Band 5 o una Amazfit Band 5 ed il relativo valore PAI per un contratto così delicato è quantomeno rischioso. Anche perché si darebbe in mano all’utente la possibilità di barare ed ottenere un accordo più favorevole. Ma è comunque un’ipotesi quantomeno interessante e che ci dimostra come gli wearables stiano assumendo un valore importante nella vita di tutti i giorni.

A proposito di Xiaomi Mi Band 5 e Amazfit Band 5, recentemente le abbiamo messe a confronto con le nuove Honor Band 6 e OnePlus Band. Scoprite qual è la più adatta a voi.

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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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