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Come sbrandizzare smartphone Xiaomi e Redmi da Vodafone, TIM e Wind 3

Avete acquistato uno smartphone Xiaomi o Redmi tramite operatore ma adesso volete sbrandizzare il vostro telefono? Allora questa è la guida che fa al caso vostro, dato che vi spiegherò come rimuovere la brandizzazione dallo smartphone che avete fra le mani. Prima di spiegarvi passo per passo come effettuare questa procedura, vi spiegherò anche perché farlo e quali sono i vantaggi che derivano dall’avere un telefono no brand.

Ecco la guida per sbrandizzare tutti gli smartphone Xiaomi e Redmi

Perché effettuare la sbrandizzazione?

Da quando Xiaomi è approdata ufficialmente in Italia, anche col sub-brand Redmi, è entrata nel catalogo di operatori telefoni come Vodafone, TIM e Wind 3. Questo ha permesso alla compagnia di farsi conoscere ad una platea più ampia, specialmente a quelle persone che sono solite acquistare il telefono nei negozi di telefonia. In questo modo, possono rateizzarne il costo di vendita, nonché associarvi un’offerta telefonica più o meno vantaggiosa.

Tuttavia, avere uno smartphone brandizzato significa ricevere aggiornamenti più lentamente. Normalmente, uno smartphone Xiaomi riceve aggiornamenti della MIUI direttamente dalla casa madre che li invia agli utenti come sempre. Al contrario, uno smartphone brandizzato dovrà ricevere questi aggiornamenti dall’operatore, che fa così da intermediario. Purtroppo gli operatori sono abbastanza lenti nel diffondere gli aggiornamenti, perciò spesso capita che uno smartphone brandizzato venga aggiornato settimane dopo (se non mesi) rispetto a quelli no brand.

Come faccio a sapere se il mio Xiaomi è brandizzato?

Aprite le Impostazioni, cliccate su “Info di sistema” e, fra le varie voci presenti, trovate “Versione MIUI“. Se la sigla presente in questa riga termina per “XM“, ad esempio “12.0.18.0 (QJDEUXM)“, allora il vostro Xiaomi è no brand. Al contrario, qualora aveste le diciture “VF“, “TI” o “HG“, allora il vostro smartphone ha la brandizzazione. Ecco quali sigle troverete se ha una ROM modificata dall’operatore:

  • QJDEUXVF: brand Vodafone
  • QJDEUTI: brand TIM
  • QJDEUHG: Wind 3

La brandizzazione fa perdere la garanzia?

No, la garanzia rimane valida per gli smartphone Xiaomi venduti ufficialmente in Italia, a patto che qualcosa non vada storto in maniera irreversibile durante la procedura per sbrandizzare. Questo vale per entrambi i metodi che vi sto per illustrare.

La sbrandizzazione fa perdere i dati?

Sì, con entrambi i metodi la procedura per sbrandizzare implica la formattazione del vostro Xiaomi o Redmi, pertanto fate un bel backup dei dati nel caso fosse necessario.

IMPORTANTEla procedura descritta presenta operazioni che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro telefono. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che sappiano cosa stanno facendo. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni.

Primo metodo (senza sblocco bootloader)

  • Andate in “Impostazioni/Info dispositivo” e cliccate ripetutamente sulla scritta “Versione MIUI” per abilitare le Opzioni Sviluppatore
  • Andate in “Impostazioni/Impostazioni aggiuntive/Opzioni sviluppatore” ed abilitate la voce “Debug USB

A questo punto, lo smartphone è pronto e dovete munirvi di un PC Windows, macOS o Linux a cui collegarlo tramite un cavo USB. Assicuratevi di avere almeno il 70% di batteria sul telefono.

  • Scaricate ed installate XiaoMiTool V2
  • Selezionate “Europa” come regione di appartenenza
  • Scegliete l’opzione “Il mio dispositivo funziona correttamente. Voglio moddarlo.
  • Se lo smartphone è collegato correttamente, lo vedrete comparire nella lista: cliccate su “Seleziona
  • Scegliete “ROM ufficiale Xiaomi
  • Nella lista seguente, scegliete quale tipologia di ROM volete installare. Sono consigliate Europea Stabile o Global Stabile, ma per qualsiasi dubbio vi invito a leggere questa guida
  • Selezionate “Continua” e partirà con il download dell’ultima ROM disponibile
  • A questo punto, potrebbe esservi richiesto l’accesso al vostro account Xiaomi, se non lo avete createlo dal sito ufficiale
  • Dopo il download, partirà l’installazione della ROM

Ecco fatto, se tutto è andato correttamente avete il vostro smartphone Xiaomi o Redmi sbrandizzato! Ma se questa procedura non andasse a buon fine, allora probabilmente dovrete necessariamente fare affidamento al secondo metodo. Alcuni modelli non sembrano essere pienamente compatibili, pertanto ecco come fare in tal caso.

Secondo metodo (con sblocco bootloader)

Il secondo metodo è più complesso, meno automatizzato ma vale per qualsiasi smartphone Xiaomi da sbrandizzare. Nel caso non ve la sentiate, valutate di far fare questa procedura a qualcuno di più pratico di voi. Per iniziare, dovete effettuare la richiesta di sblocco del bootloader (ci vorrà qualche giorno): trovate tutto nella nostra guida dedicata.

Guida allo sblocco del bootloader

Una volta sbloccato, ecco come proseguire:

  1. Scaricate Xiaomi Flash Tool ed avviate il file XiaoMiFlash all’interno dell’archivio ZIP
  2. Scaricate l’ultima versione della Fastboot ROM che volete installare per il vostro modello dalla nostra pagina dedicata
    NB: non confondetevi con la ROM Recovery, a voi serve la ROM in formato TGZ e non ZIP
  3. Estraete il file TGZ che avete scaricato in una cartella
  4. Da spento, tenete premuti il tasto Power + Volume Giù per avviare lo smartphone in modalità Fastboot, dopodiché collegatelo al PC (sempre con Debug USB attivo)
  5. In XiaoMiFlash cliccate in alto su “Select” e selezionate la cartella che avete estratto dal file TGZ
  6. In basso, impostate su “Clean all
  7. In alto, cliccate “Flash” per avviare l’installazione della ROM

Nel caso in cui XiaoMiFlash vi restituisse errore, allora potreste dover disattivare la firma driver di Windows. In tal caso, vi rimandiamo a questa guida dedicata.


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Michele Perrone, [02.02.21 12:42] [ File : prova.jpg ]

Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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