Avete acquistato uno smartphone Xiaomi o Redmi tramite operatore ma adesso volete sbrandizzare il vostro telefono? Allora questa è la guida che fa al caso vostro, dato che vi spiegherò come rimuovere la brandizzazione dallo smartphone che avete fra le mani. Prima di spiegarvi passo per passo come effettuare questa procedura, vi spiegherò anche perché farlo e quali sono i vantaggi che derivano dall’avere un telefono no brand.
Da quando Xiaomi è approdata ufficialmente in Italia, anche col sub-brand Redmi, è entrata nel catalogo di operatori telefoni come Vodafone, TIM e Wind 3. Questo ha permesso alla compagnia di farsi conoscere ad una platea più ampia, specialmente a quelle persone che sono solite acquistare il telefono nei negozi di telefonia. In questo modo, possono rateizzarne il costo di vendita, nonché associarvi un’offerta telefonica più o meno vantaggiosa.
Tuttavia, avere uno smartphone brandizzato significa ricevere aggiornamenti più lentamente. Normalmente, uno smartphone Xiaomi riceve aggiornamenti della MIUI direttamente dalla casa madre che li invia agli utenti come sempre. Al contrario, uno smartphone brandizzato dovrà ricevere questi aggiornamenti dall’operatore, che fa così da intermediario. Purtroppo gli operatori sono abbastanza lenti nel diffondere gli aggiornamenti, perciò spesso capita che uno smartphone brandizzato venga aggiornato settimane dopo (se non mesi) rispetto a quelli no brand.
Aprite le Impostazioni, cliccate su “Info di sistema” e, fra le varie voci presenti, trovate “Versione MIUI“. Se la sigla presente in questa riga termina per “XM“, ad esempio “12.0.18.0 (QJDEUXM)“, allora il vostro Xiaomi è no brand. Al contrario, qualora aveste le diciture “VF“, “TI” o “HG“, allora il vostro smartphone ha la brandizzazione. Ecco quali sigle troverete se ha una ROM modificata dall’operatore:
No, la garanzia rimane valida per gli smartphone Xiaomi venduti ufficialmente in Italia, a patto che qualcosa non vada storto in maniera irreversibile durante la procedura per sbrandizzare. Questo vale per entrambi i metodi che vi sto per illustrare.
Sì, con entrambi i metodi la procedura per sbrandizzare implica la formattazione del vostro Xiaomi o Redmi, pertanto fate un bel backup dei dati nel caso fosse necessario.
IMPORTANTE: la procedura descritta presenta operazioni che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro telefono. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che sappiano cosa stanno facendo. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni.
A questo punto, lo smartphone è pronto e dovete munirvi di un PC Windows, macOS o Linux a cui collegarlo tramite un cavo USB. Assicuratevi di avere almeno il 70% di batteria sul telefono.
Ecco fatto, se tutto è andato correttamente avete il vostro smartphone Xiaomi o Redmi sbrandizzato! Ma se questa procedura non andasse a buon fine, allora probabilmente dovrete necessariamente fare affidamento al secondo metodo. Alcuni modelli non sembrano essere pienamente compatibili, pertanto ecco come fare in tal caso.
Il secondo metodo è più complesso, meno automatizzato ma vale per qualsiasi smartphone Xiaomi da sbrandizzare. Nel caso non ve la sentiate, valutate di far fare questa procedura a qualcuno di più pratico di voi. Per iniziare, dovete effettuare la richiesta di sblocco del bootloader (ci vorrà qualche giorno): trovate tutto nella nostra guida dedicata.
Guida allo sblocco del bootloader
Una volta sbloccato, ecco come proseguire:
Nel caso in cui XiaoMiFlash vi restituisse errore, allora potreste dover disattivare la firma driver di Windows. In tal caso, vi rimandiamo a questa guida dedicata.
Sei appassionato di Xiaomi? Allora non perdere la nostra recensione del Mi 11, l’ultimo super top di gamma del brand!
Michele Perrone, [02.02.21 12:42] [ File : prova.jpg ]
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