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Occhio a quale powerbank usi: potrebbe infettarti il telefono

Se fino a qualche anno potevano essere un accessorio poco diffuso, ad oggi quasi tutti hanno una powerbank in casa. Non potendo ancora fare affidamento su smartphone la cui longevità superi 1/2 giorni, avere una batteria tascabile (o meno) a portata di mano può rivelarsi utile, se non fondamentale. Ma come qualsiasi dispositivo tecnologico, anche una semplice powerbank può nascondere un’insidia come un malware.

Scatta l’allarme in Cina: usate solo powerbank di cui siete sicuri o rischiate un malware

A lanciare l’allarme è stato il Cybersecurity Bureau del Ministero della Sicurezza Pubblica in Cina, con un messaggio WeChat inviato alla popolazione nello scorso dicembre. Quando ancora si poteva viaggiare normalmente, potreste aver notato che in alcuni posti turistici è presente un servizio di noleggio di powerbank. Se ci si trova con la batteria dello smartphone a terra, si può pagare una piccola cifra per prenotarla per un lasso di tempo sufficiente per riavere un minimo di autonomia. Forse in Europa non è una pratica molto diffusa, ma nella più tecnologia Cina è abbastanza frequenza che avvenga. Centri commerciali, aeroporti, parchi divertimento: tutti posti dove non si ha una presa della corrente a disposizione e dove una powerbank a nolo può rivelarsi molto utile.

Ed è proprio qui che sta l’inghippo. Una volta impossessatosi di una powerbank vulnerabile, un hacker può iniettarci un malware per attaccare i malcapitati che la utilizzeranno. Immaginate l’impatto che un attacco del genere potrebbe avere in un posto pubblico frequentato da migliaia se non milioni di persone nell’arco di pochi giorni. Come dichiara Riccardo Spolaor, professore della Shandong University School of Computer Science and Technology, attacchi del genere richiedono comunque una certa dose di disattenzione e/o inesperienza. Collegando una powerbank infetta allo smartphone, viene inviata una richiesta di autorizzazione per accedere allo smartphone. Un utente sbadato o poco smaliziato potrebbe confermarlo e a quel punto offrirebbe il fianco all’attacco malware.

Non è certamente un problema diffuso su larga scala, ma è comunque un’eventualità da non prendere sotto gamba. Anche perché in Cina capita che utenti ricevano consegne di powerbank non ordinate. E quello che potrebbe sembrare un omaggio involontario da parte di qualche venditore sbadato si rivela invece un attacco mirato.

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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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