Dopo mesi dalle prime indiscrezioni, adesso è ufficiale: anche su Android è disponibile Google Chrome a 64-bit. Nel 2014 assistemmo al debutto dell’architettura a 64-bit nel mondo Android con il rilascio della versione 5.0 Lollipop. Da allora, sempre più chipset e conseguentemente smartphone hanno abbracciato la novità ed oggi praticamente tutti i modelli in circolazione sono in grado di godere dei suoi vantaggi. Paradossalmente, fino ad ora il browser di Google, una delle sue app più importanti, era ancorata ai 32-bit. Con il passaggio ai 64-bit, Chrome offre prestazioni e stabilità migliori: ottimo, no? Peccato, però, che sarà possibile usufruirne solamente su una ristretta cerchia di modelli, che siano essi Xiaomi, OPPO, OnePlus, Huawei e così via.
La scalata dai 32 ai 64-bit è avvenuta su Android con il rilascio del browser Google alla versione Chrome 89. Le novità toccano più fronti, a partire dal miglioramento della gestione della memoria grazie all’implementazione di PartitionAlloc. Il nuovo allocatore di memoria ha permesso di risparmiare il 22% di memoria su Windows, oltre ad abbattere i consumi dell’8% in rendering e del 3% della GPU. Inoltre, Chrome diventa più intelligente nell’utilizzare la memoria, eliminando dalla RAM quegli elementi che non si trovano a schermo e che impatterebbero sulle prestazioni. Proseguendo, la ristrutturazione di Chrome per Android permette la diminuzione di arresti anomali dovuti all’esaurimento delle risorse. Ma anche avvii più rapidi e caricamenti delle pagine più veloci.
D’altro canto, queste migliorie non saranno usufruibili da chiunque. All’aumentare della potenza di Chrome, aumentano anche le risorse hardware richieste dall’app a 64-bit. Come specifica Google, il suo utilizzo richiede la presenza di specifiche tecniche quali Android 10 e 8 GB di RAM. Non avere questo quantitativo di memoria significa continuare ad utilizzare la precedente versione del browser. Per quanto non siano specifiche estremamente stringenti, specialmente in ottica futura, diversi modelli sono esclusi dal gruppo.
Ecco alcuni degli smartphone che potranno usufruirne. Attenzione, però: alcuni di questi modelli hanno anche varianti con meno di 8 GB di RAM ed alcuni vengono venduti in Italia nei tagli inferiori.
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