Anche se si parla già di Android 12, vi sorprenderebbe sapere quanti pochi modelli in circolazione sono stati aggiornati ad Android 11. Purtroppo la frammentazione è un fardello che l’OS di Google difficilmente riesce a scrollarsi di dosso. A marzo 2021, i numeri parlano chiaro: la diffusione di Android 11 nel mondo è ferma fra il 5% e il 9%, mentre Android 10 la fa ancora da padre con il 42%. Come se non bastasse, i più datati Android 9 Pie e 8 Oreo superano Android 11, con rispettivamente il 20% e il 10%. Ma oggi non starò qua a spiegare perché iOS riesca a fare meglio rispetto ad Android. L’intento di questo articolo è quello di illustrarvi quali siano i produttori che, ad oggi, hanno aggiornato il maggior numero di modelli presenti nei rispettivi cataloghi.
Partiamo con Xiaomi, uno dei produttori con il maggior numero di modelli (comprese varianti e rebrand) commercializzati nel mondo. Se si guarda alla serie principale Xiaomi, finora l’aggiornamento MIUI 12 ad Android 11 è giunto sull’intera serie Mi 10, oltre che su quella Mi 10T, Mi Note 10 e Mi A3. Il vero tasto dolente riguarda Redmi, che ad oggi ha aggiornato unicamente la serie K30. Ancora niente major update per la vendutissima serie Redmi Note, sia per la serie 9 che quella 8. Ancor più “ristretta” è la situazione per il marchio POCO, di cui è stato aggiornato unicamente il top di gamma F2 Pro.
Non classificata, invece, Black Shark, che di tutti i suoi smartphone finora commercializzati non ne ha aggiornato nemmeno uno ad Android 11.
Di tutti i produttori in questo elenco, OnePlus è uno dei più famosi ma al contempo con meno smartphone nel catalogo. Nonostante ciò, l’azienda sta faticando nel rilasciare l’aggiornamento ad Android 11 con OxygenOS 11 sui propri modelli. L’update è arrivato solamente sulla serie 8 e il capostipite Nord, mentre è stato interrotto per la serie 7 e 7T.
Anche se le aziende si sono formalmente separate, racchiudo Huawei ed Honor nello stesso gruppo per un’unica ed amara ragione. Fra i numerosi modelli venduti negli scorsi anni, nessun modello è stato aggiornato ad Android 11. Proprio per questo, ho creato un articolo in cui vi spiego perché il vostro Huawei/Honor non si aggiornerà ad Android 11.
Con la semi-dipartita di Huawei dal mercato degli smartphone, un altro brand che ne sta approfittando è senza dubbio OPPO, specialmente con il suo avvento in Europa. L’azienda ha già aggiornato diversi suoi smartphone alla ColorOS 11 basata su Android 11, ma è necessario fare un distinguo. Fra tutti i produttori, OPPO (e un altro di cui parlo più avanti) è quello che forse dimostra la maggiore differenza di trattamento fra software cinese ed europeo. Spesso capita, infatti, che l’aggiornamento ad Android 11 arrivi ben prima in Asia che dalle nostre parti, rispetto ad altri produttori il cui major update risulta più in linea fra le aree geografiche. Mettendo da parte questo aspetto, ecco quali modelli sono stati aggiornati:
Anche se nasce da una costola di OPPO, Realme si sta dimostrando meno reattiva nel produrre il proprio aggiornamento ad Android 11 con Realme UI 2.0. Inoltre, in occidente l’aggiornamento sta un po’ faticando a diffondersi, ad oggi arrivato unicamente sul top X50 Pro.
L’avvento di vivo in Europa è partito sicuramente col piede giusto per l’aggiornamento ad Android 11. Tutti i modelli venduti in occidente sono già stati aggiornati (X51 5G, Y70, Y20s, Y11s), ma bisogna considerare che in Asia il numero di modelli venduti è decisamente maggiore. Inoltre, se in Europa la UI è sostanzialmente Android Stock, in Asia c’era prima la Funtouch OS e ora OriginOS. L’ennesima dimostrazione che le interfacce proprietarie sono uno dei fattori che alimenta la frammentazione di Android.
Anche se assente in Europa, vivo ha anch’essa un suo sub-brand: iQOO. Ad oggi, ecco quali modelli sono stati aggiornati ad Android 11 con iQOO UI:
Dopo aver analizzato i produttori cinesi, giungiamo a quello che attualmente si sta dimostrando il nome più virtuoso. Sto parlando di Samsung: dopo anni passati ad essere una delle aziende più lente nell’aggiornare, il rilascio di Android 11 sta procedendo abbastanza spedito.
La situazione dell’aggiornamento ad Android 11 per Nokia non si è rivelata delle più rosee. Dico questo perché l’azienda si è spesso fatta forte dell’utilizzo di Android One, in modo da snellire la gestione del software. In realtà il major update è arrivato su una ristretta cerchia di modelli, nel mentre altri produttori con UI personalizzate stanno facendo di meglio.
Come un po’ tutti i produttori della vecchia scuola, anche Motorola fatica non soltanto nella vendite dei suoi smartphone, ma anche nell’aggiornarli. E come per Nokia, fa strano che anche Motorola utilizzi un OS vicino (ma con qualche personalizzazione) al concetto stock di Android.
Il discorso che ho fatto per Motorola è sostanzialmente sovrapponibile a Sony. Un produttore tradizionale, nipponico ma con un marchio generalmente molto conosciuto in occidente, che fatica a vendere e anche ad aggiornare. E anche in questo caso pariamo di un’azienda che utilizza un software molto snello e vicino ad Android Stock. È evidente che ci sia un pattern comune a tutte queste aziende.
Rispetto a qualche anno fa, ASUS ha notevolmente ridimensionato le dimensioni del proprio catalogo. Se nel 2015 l’azienda taiwanese lanciava sugli scaffali qualcosa come 30/40 modelli, nel 2020 è stata lanciata solo la serie ZenFone 7 e ROG Phone 3. Ecco com’è stato gestito l’aggiornamento ad Android 11 con ZenFone UI:
E concludiamo con LG che, per quanto abbia ufficialmente dato l’addio al mercato degli smartphone, ha venduto e ancora vende alcuni dei suoi ultimi modelli. E come prevedibile, l’aggiornamento ad Android 11 è arrivato su pochissimi dei terminali commercializzati nel suo ultimo periodo di attività.
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