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Android copia a Xiaomi un’importante funzione per i terremoti

Anche se non se ne parla molto, una delle funzionalità più utili della MIUI di Xiaomi è senz’altro la rilevazione dei terremoti. Un sistema che ha segnalato un gran quantitativo di fenomeni sismici, al posto da incentivare altri produttori come Huawei ed OPPO, a lavorarci. Ma capirete da voi che una feature del genere sarebbe bello se fosse disponibile per chiunque e non soltanto su alcuni brand. Ecco, quindi, che il team Google ha annunciato che inserirà dentro Android un sistema per l’allerta terremoti e che fra non molto sarà disponibile in tutto il mondo.

La rilevazione dei terremoti diventerà una funzionalità nativa di Android

Gli sviluppatori Google ci stanno lavorando dall’anno scorso, con l’obiettivo di mettere in piedi la più grande rete di rilevamento terremoti al mondo. Come? Presto detto: sfruttando la sensoristica presente in pressoché ogni smartphone Android nel mondo. All’interno dei nostri telefoni si celano importanti sensori come giroscopio ed accelerometro, il cui funzionamento può rilevarsi utile anche in un contesto del genere. Una modalità di monitoraggio a cui, fra l’altro, sta lavorando sempre Xiaomi. Questi sensori saranno utilizzati per monitorare le cosiddette onde P, ovvero quelle di avvertimento e che precedono la scossa S, quella principale e che genera il sisma e i potenziali effetti negativi.

Nel momento in cui più smartphone rilevano nello stesso momento le onde P, l’infrastruttura di Google capisce che è in arrivo un terremoto ed invia quindi una notifica d’emergenza. Questa contiene dati relativi alla magnitudo stimata, all’epicentro e indicazioni generiche per mettersi al riparo.

In questo modo, tutti gli utenti Android in giro per il globo potranno usufruirne, senza dover necessariamente avere uno smartphone di un determinato brand. Non viene specificato se questa feature sarà legata ad una versione specifica di Android, visto anche Android 12 all’orizzonte, ma l’impressione è che verrà resa disponibile anche alle versioni precedenti. Non c’è ancora una data specifica, ma Google ha specificato che il roll-out partirà nel 2022. Già in questi giorni, comunque, la feature sta venendo rilasciata in nazioni quali Nuova Zelanda, Grecia, Turchia, Filippine, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan.

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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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