Internet non è più un bene di lusso e fa parte della quotidianità di tutti, chi più chi meno. Le statistiche ci dicono che la navigazione in internet avviene sempre più su reti mobili con un consumo di gigabyte su smartphone sempre in costante crescita; lo scenario, quindi, vede in diminuzione la navigazione in internet da computer e rete fissa.
C’è stato, tuttavia, un forte aumento di installazioni di reti internet domestiche, un po’ favorito dallo smart working ed un po’ in generale dalla situazione pandemica di tutto il mondo.
Oggi vi parlo del sistema mesh economico di D-Link, il Covr 1102. Però prima qualche piccola premessa su cos’è questo sistema, a chi è dedicato, e perchè preferirlo ad una powerline classica.
Una rete Mesh Wi-Fi, a differenza di un classico collegamento Wi-Fi “Server-Client” offerto dal router tradizionale tramite il quale tutti ci connettiamo ad internet, è una rete P2P (Peer-to-peer) costituita dai cosiddetti “nodi”, i quali sono gli artefici della distribuzione dei dati nella rete.
Cosa si intende per “nodi“? In sostanza un nodo è un classico punto di accesso Wi-Fi “invisibile” che potenzia il segnale originale e permette di allontanarsi maggiormente dal router principale originario, questo spiegandolo nel modo più banale e semplice possibile.
“Mesh” che deriva dall’inglese e vuol dire “maglia” sta ad indicare, in questo contesto, una rete a maglie: ogni nodo è al pari di un router. In una rete a maglie ci possono essere decine di nodi (pensate, ad esempio, in alcune zone di città molto grandi dove l’amministrazione comunale offre il Wi-Fi gratuito, oppure più semplicemente in un centro commerciale dove, con la stessa rete, potete spostarvi in decina di migliaia di metri quadri senza perdere il segnale e/o dover cambiare rete Wi-Fi), come ce ne possono essere anche solamente 2, come nel caso che analizziamo oggi.
In una rete di soli 2 nodi è necessario che tutti e due siano funzionanti, ma in una rete con 3 o più nodi in caso di malfunzionamento di uno di loro l’intero sistema funzionerà sempre alla perfezione.
Prima di snocciolare la questione nel dettaglio, è utile chiarire quali sono i pro e i contro di una rete Mesh rispetto ad un classico settaggio composto da powerline oppure repeater. Voglio farlo in modo schematico e riassuntivo così da non confondervi ulteriormente le idee in caso foste nuovi all’argomento e/o state valutando da principianti come attuare le migliorie più giuste alla vostra rete.
Vantaggi:
Svantaggi:
Vantaggi:
Svantaggi:
Le reti mesh sono ideali per ambienti, anche domestici, molto ampi dove il segnale Wi-Fi è scadente in certi punti e necessita di miglioramenti. Il sistema Mesh è indicato a chi non ha intenzione di effettuare nessuna tipologia di lavoro con un elettricista (ad esempio, portare un cavo di rete in una stanza molto lontana della casa, partendo dal router principale) e intende raggiungere un risultato veloce ed immediato, senza troppi giri.
Vi parlo subito della soluzione che ho provato oggi, così da capire, in seguito, vantaggi e difetti.
La confezione che ho ricevuto in prova è, nello specifico, la versione Covr 1102 dove il numero 2 finale sta per la quantità di ripetitori inclusi in confezione; è disponibile anche un Bundle da 3 ripetitori, con codice Covr 1103.
Chiarito questo aspetto, all’interno della confezione oltre i due dispositivi sono inclusi due alimentatori da parete ed un cavo di rete per collegare il primo dispositivo direttamente alla porta del vostro router per la prima configurazione.
Il processo di configurazione, poi, è molto semplice ed alla portata di chiunque; vi basta scaricare dallo Store del vostro smartphone l’app D-Link Wifi e seguire la procedura guidata che vi illustro qui in basso.
Come anticipato, il primo passaggio richiede il collegamento di uno dei due dispositivi alla rete elettrica oltre al vostro router tramite il cavo di rete incluso in confezione. Attenzione a collegarlo nell’ingresso corretto, ovvero “Internet”. Dopo di che la procedura è molto semplice tramite smartphone e, seguendo le indicazioni, non dovrete fare altro che collegarvi alla rete Wi-Fi che è stata creata dal dispositivo (la password è scritta in una etichetta sul lato inferiore); dopo la connessione, potrete andare avanti nella configurazione sull’app.
È arrivato il momento di creare la vostra rete Mesh: indicate un SSID (il nome della rete, in sostanza) e la password con cui intendete proteggere la connessione. Dopo di che procedete inserendo una password per accedere alla configurazione della rete Mesh, acconsentite agli aggiornamenti automatici, ed il gioco è fatto.
Come si evince dallo screen, il sistema D-Link Covr 1102 è perfettamente compatibile con Google Home e Alexa per delle operazioni di controllo e modifica. Tuttavia, la prima parte della configurazione è completa. La seconda parte è molto più rapida, in quanto dovrete solamente collegare alla rete elettrica il vostro secondo “nodo”; dopo averlo collegato alla rete elettrica dovrete solo attendere che si accenda il led bianco fisso sulla parte superiore che indicherà l’avvenuta configurazione ed il corretto funzionamento.
Se il led dovesse lampeggiare arancione vuol dire che siete fuori dalla portata e troppo lontani dall’altro nodo; se invece dovesse lampeggiare di colore bianco, è suggeribile avvicinarsi un po’ di più al nodo principale.
Ho effettuato diversi test con questo sistema mesh, e vi fornisco un po’ del contesto in cui l’ho provato per potervi immedesimare meglio nella situazione.
Il primo test effettuato è questo.
Il secondo test effettuato è questo.
Il terzo test effettuato è questo.
L’ultimo test effettuato è questo.
Alla luce dei test effettuati, per chi non dovesse avere il quadro completo della situazione perchè neofita o altro, il sistema Covr di D-Link allo stato attuale è una soluzione valida per chi vive in un appartamento su un solo livello ed intende coprirlo interamente con una rete wi-fi buona ed affidabile.
Diversamente, come nel mio caso, il D-Link Covr 1102 è un po’ incompleto; è incompleto perchè con soli due nodi non riesco ad avere una copertura realmente completa della mia casa e avrei necessità, forse, di almeno altri due nodi per completare un sistema mesh ben strutturato.
Ora, la domanda spontanea che sorge a voi è che senso abbia una rete Mesh quando esistono delle alternative di gran lunga più economiche (powerline, ad esempio, oppure Wi-Fi Extender). Ve lo spiego subito. Un sistema mesh, oltre ad avere il vantaggio di non “sdoppiare” la vostra rete costringendovi a fare switch tra una rete e l’altra (come si fa con i Range Extender, invece), è altamente scalabile e, quindi, quando vi rendete conto che una zona è scoperta, potrete collegare un altro nodo per avere una connessione Wi-Fi più stabile.
In più la velocità di trasmissione dei dati e, la conseguente qualità complessiva della rete, è certamente migliore in un sistema mesh piuttosto che in un sistema composto di Wi-Fi Extender o altro.
Il sistema D-Link Covr 1102 è disponibile su Amazon a poco meno di 80 euro; come detto in apertura lo si può trovare con anche 3 nodi in confezione e personalmente credo sia la scelta più sensata che si possa fare al fine di avere una stabilità degna di essere definita tale.
Cosa ne penso? Personalmente non adoro tali soluzioni e, avendo a disposizione un po’ di tempo, un po’ di conoscenza dell’argomento e le possibilità fisiche per farlo, ho preferito far raggiungere ogni angolo della mia casa da una presa Ethernet così da collegare eventuali Wi-Fi Extender (tramite LAN, quindi perdendo lo 0% di qualità), scendendo però al compromesso di effettuare degli switch antipatici tra una rete e l’altra.
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