Era soltanto questione di tempo prima che DxOMark ci portasse la sua valutazione della fotocamera di Google Pixel 6 Pro. D’altronde, quando si parla di qualità fotografica, stiamo parlando di uno degli smartphone più attesi di questa generazione. Non soltanto per la nomea che Google si è costruita nel corso degli anni, non soltanto perché c’è una tripla fotocamera, ma anche perché a questo giro in ballo c’è un chipset proprietario. Per la prima volta nella divisione mobile di Big G, la serie Pixel è mossa dal Google Tensor, il primo SoC sviluppato in casa da Google.
Partiamo ricordando com’è composto il comparto fotografico di Google Pixel 6 Pro:
Il punteggio complessivo raggiunto da Google Pixel 6 Pro ammonta a 135 punti, posizionandolo fuori dal podio di DxOMark. Se si guarda al punteggio complessivo, a fare meglio del nuovo Pixel ci sono modelli come Huawei P50 Pro e Mate 40 Pro+, ma anche Xiaomi 11 Ultra e la serie iPhone 13 Pro. Tuttavia, se ci si concentra esclusivamente sul punteggio fotografico, i 143 punti ottenuti lo piazzano al secondo posto, dietro ai top di gamma Huawei e Xiaomi. Inoltre, possiamo notare il deciso salto in avanti rispetto a Google Pixel 5, che all’epoca non riuscì nemmeno ad entrare nella top 10.
Secondo DxOMark, Google Pixel 6 Pro offre “prestazioni fotografiche eccezionali“, grazie soprattutto alla costanza in tutti i contesti in cui è stato testato e quindi alla maggiore affidabilità. Le migliorie più evidenti riguardano la qualità del contrasto, delle foto in modalità Ritratto e al tono della pelle. A giocare a suo vantaggio ci sono sia il SoC Tensor che anche e soprattutto i sensori rinnovati, più grandi di quelli visti sui modelli passati. Sensori più grandi che quindi gli permettono di restituire immagini con un alto livello di dettaglio, seppur si noti un certo livello di rumore.
Le immagini godono di una buona esposizione, se non per qualche leggera sottoesposizione in controluce, e di un’ottima riproduzione cromatica. Inoltre, adesso Pixel 6 Pro può contare su un teleobiettivo dedicato, anziché doversi affidare unicamente allo zoom digitale. L’unico problema è che, trattandosi di un singolo zoom ottico 4x, soffre di una lunghezza focale non sempre ottimale. Da 1x a 4x, infatti, tutte le foto sono un crop del sensore principale, mentre altri competitor hanno zoom 2x o 3x (se non addirittura due teleobiettivi) che coprono questo intervallo. Inoltre, ciò significa che la modalità Ritratto necessita di scattare da più lontano per sfruttare il sensore zoom; modalità Ritratto che, fra l’altro, peccato nel calcolo della profondità. Per quanto riguarda il grandangolare, DxOMark fa presente come il campo visivo non sia fra i più estesi, oltre a soffrire un po’ in termini di rumore ed esposizione.
Un altro punto cruciale per Google Pixel 6 Pro è la qualità dei video. Nonostante i produttori Android si sforzino per migliorarsi, l’ultima serie iPhone 13 ha nuovamente confermato il vantaggio di Apple. Un divario che vediamo anche a questo giro, con un punteggio di 115 punti che comunque si avvicina ai 119 di iPhone 13 Pro. Lo smartphone può registrare in 4K a 30/60 fps (niente 8K, ma tant’è) e le clip godono di ottimi dettagli, colori precisi, buona esposizione e ampio range dinamico, autofocus rapido e preciso e una stabilizzazione efficace. Gli unici difetti riguardano qualche sbavatura nel livello di rumore e in un autofocus che non eccelle con poca luce.
Ecco, quindi, come si aggiorna la classifica dei 10 migliori camera phone secondo DxOMark:
DxOMark non ha mancato di farci sapere la sua opinione anche sul comparto fotografico frontale di Google Pixel 6 Pro, composto da una singola fotocamera da 11.1 MP.
Con 102 punti, il flagship Google sale più in alto nella classifica, piazzandosi al quarto posto, dietro soltanto ai top di gamma Huawei. Le prestazioni sono ottime per esposizione e colore e il sempre ottimo sistema HDR+ aiuta nelle situazioni di luce più difficili. Google ha lavorato anche per rappresentare al meglio il tono di pelle di tutte le etnie. Più in generale, i pregi comprendono anche un preciso bilanciamento del bianco e una gestione del rumore ben controllato.
Se si parla di video, Google Pixel 6 Pro ottiene 95 punti, presentandosi come uno dei migliori della categoria. Specialmente in quanto a stabilizzazione, nonché nella gamma dinamica catturata, per quanto iPhone rimanga ancora un gradino sopra.
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