In questi giorni sta facendo parlare la notizia che vede Xiaomi accusata di falsificare i benchmark sui suoi smartphone in commercio. La notizia è stata fatta circolare da John Poole, uno dei membri del team di GeekBench, popolare piattaforma di benchmarking. Ma se inizialmente si è concentrata esclusivamente su Xiaomi Mi 11, a quanto pare il problema traspare anche dai test sugli ultimi top di gamma. Mi riferisco a Xiaomi 12 Pro e 12X, due membri della serie flagship di attuale generazione, messi sotto torchio dal team di Android Police: vediamo cosa ne è saltato fuori.
Aggiornamento 01/04: Xiaomi ha rilasciato un comunicato ufficiale sulla vicenda. Lo trovate a fine articolo.
Partiamo dal dire che su Xiaomi Mi 11 è stata scoperta una limitazione software che regola le performance dello smartphone a seconda di quale app viene eseguita. Il problema è che se l’app in questione è di benchmark, come nel caso di GeekBench, lo Snapdragon 888 viene lasciato libero di esprimersi al suo massimo. Se invece a essere eseguita è una qualsiasi altra app, come nel caso di Fortnite e Geshin Impact, allora le prestazioni calano e non di poco.
A questo punto, la domanda che sorge spontanea è: su quali smartphone c’è questa limitazione? Il test condotto dal team GeekBench si è focalizzato unicamente su Xiaomi Mi 11, ma non è il solo della lista. Anche su Xiaomi 12 Pro e 12X, che ricordiamo sono guidati da Snapdragon 8 Gen 1 e Snapdragon 870, accade la stessa cosa, per quanto ci sia qualche differenza con Mi 11. La prima anomalia riguarda l’app di GeekBench: effettuando i test di benchmark, ci sono differenze di punteggio fra l’app scaricata dal Play Store e quella scaricata altrove (pur essendo lo stesso test):
Ma non finisce qui, perché quelli di Android Police hanno anche camuffato l’app di GeekBench, modificando il file APK affinché il software Xiaomi lo rilevasse come un’altra app. Il risultato è che lo stesso benchmark restituisce risultati molto differenti se viene scambiato per un gioco (in questo caso Genshin Impact) rispetto a Netflix o Chrome. Ciò che traspare è che la MIUI conterrebbe una limitazione software impostata su più profili, pensata per ridurre o aumentare le prestazioni in base a ciò che viene fatto girare ma all’insaputa dell’utente.
Ecco il comunicato ufficiale di Xiaomi sulla vicenda legata ai benchmark falsati:
“Xiaomi applica sistemi di controllo della temperatura per garantire un’esperienza ottimale del prodotto, soprattutto su applicazioni impegnative comunemente utilizzate per periodi prolungati. Su molti dei nostri dispositivi, offriamo 3 modalità di prestazioni, consentendo agli utenti di regolare l’equilibrio tra performance ed efficienza energetica. A livello di sistema, ci sono molti fattori importanti che influiscono sulle ottimizzazioni delle prestazioni delle applicazioni, tra cui il consumo energetico, le performance e l’impatto termico.”
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