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Huawei per la guida autonoma: fotocamera e radar insieme per evitare punti ciechi

Huawei continua a sviluppare tecnologie utili per la guida autonoma, partendo sempre dai suoi ormai proverbiali brevetti. L’ultimo si sviluppa con l’idea di fondere la fotocamera di bordo e i sensori radar al fine di evitare la presenza di punti ciechi per l’auto che, sostanzialmente, guida da sola.

Huawei: cosa porta di nuovo il brevetto per la guida autonoma?

Leggendo ciò che riporta il documento pubblicato da Huawei, possiamo apprendere come il brand vada a migliorare il sistema di rilevamento dell’area percorribile di un veicolo, andando a toccare tre punti chiave di questa nuova tecnologia. Infatti, si andrebbe ad utilizzare una rete neurale al fine di elaborare i dati di immagine ottenuti dalla fotocamera di bordo, così da ottenere una prima distribuzione delle probabilità di presenza degli ostacoli.

In seguito, si andrebbe ad ottenere una seconda distribuzione di probabilità di ostacoli in funzione del tempo di eco e di ampiezza dell’eco del segnale radar dell’auto. E infine, si vanno a fondere i due rilevamenti al fine di ottenere un’area percorribile dal veicolo riducendo le probabilità in cui il percorso sia impraticabile causa ostacoli (in questo caso, punti ciechi). Huawei infine riporta che per ovviare a questo sistema, sono necessari una fotocamera, un sensore radar ed un processore che gestisca le operazioni sopra riportate. Il senso di tutto sta nel fatto che, andando a far comunicare i due sensori, le probabilità di ostacoli si riducano in maniera importante.

Insomma, Huawei continua a sviluppare continuamente soluzioni che poi vediamo in auto di altri marchi ma che sfruttano la tecnologia del colosso cinese al fine di portare la guida autonoma, sempre più sviluppata, sui propri mezzi e rendere più comoda l’esperienza in auto dell’utente.

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Attilio Scalesse

Laureato in Lingue e Culture Comparate Inglese e Cinese, grande appassionato di tecnologia sin da bambino, quando i PC IBM sembravano qualcosa di spaziale. Appassionato di scrittura, grande affamato di sport ma non appena capita un qualsiasi smartphone sotto i suoi occhi, lascia fuori il mondo per poterlo ammirare, un'attrazione magnetica. Crede che la Cina sia la terra delle opportunità.

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