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NVIDIA, multa salatissima “per colpa” delle schede video destinate al crypto-mining

La Securities and Exchange Commission ha annunciato che NVIDIA dovrà pagare una multa di 5.5 milioni di dollari per aver nascosto illegalmente il numero di schede video vendute ai minatori di criptovalute. L’azienda avrebbe fuorviato gli investitori comunicando loro che l’enorme aumento del fatturato lo si dovesse a un incremento delle vendite legate al gaming, nascondendo quanto il suo successo dipendesse – in realtà – dal mercato del mining, che è per sua natura molto più volatile.

NVIDIA pagherà 5.5 milioni di dollari per aver nascosto il numero di schede video destinate al mining

Le indagini della Securities and Exchange Commission (SEC) sono state condotte da Brent Wilner e supervisionate da Diana Tani e Kristina Littman della Crypto Assets and Cyber ​​Unit. Le accuse mosse dall’Ente sono state mosse analizzando i rapporti finanziari dell’anno fiscale 2018 di NVIDIA, dai quali è emersa una vera e propria esplosione delle vendite legate al mining di criptovalute avvenuto l’anno prima, quando i guadagni del mining di Ethereum hanno registrato un incremento notevolmente.

L’attività di mining sarebbe persino ciò che avrebbe causato l’impossibilità – o comunque l’estrema difficoltà – nel reperire una scheda video NVIDIA, e ciò che avrebbe indotto l’azienda a lanciare una linea di prodotti specifici per il mining.

Ciò nonostante, i dipendenti dell’azienda hanno confermato che molte schede video NVIDIA hanno continuato a essere destinate ai minatori, e tutto ciò a discapito dei giocatori.

I fallimenti di divulgazione di NVIDIA hanno privato gli investitori di informazioni critiche per valutare l’attività dell’azienda in un mercato chiave“, ha affermato Kristina Littman. “Tutti gli emittenti, compresi quelli che perseguono opportunità che coinvolgono la tecnologia emergente, devono garantire che le loro comunicazioni siano tempestive, complete e accurate“.

Senza ammettere o negare i risultati della SEC, NVIDIA ha accettato di pagare una penale di 5.5 milioni di dollari per aver violato la Sezione 17(a)(2) e (3) del Securities Act del 1933 e le disposizioni sulla divulgazione del Securities Exchange Act del 1934.

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Raffaella Papa

Giornalista, classe 1996. Ho una laurea in “Editoria e Comunicazione”, conseguita presso l'Università degli Studi di Salerno, e ancora tanti sogni nel cassetto. Sono una appassionata di tecnologia, videogiochi, serie TV, Arte e rimedi fai-da-te. Ho già collaborato come redattrice freelance e video-recensora con altre testate giornalistiche, dedicando una particolare attenzione al mondo tecnologico. Ho partecipato a importanti fiere ed eventi nazionali e internazionali, intervistando personalità di un certo calibro.

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