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Continua la crisi per Huawei: guadagni sempre più bassi

C’era una volta un settore tecnologico dove quando si parlava di Huawei si parlava perlopiù di innovazioni tecnologiche, dei chip più avanzati al mondo e di record di vendite. Ma da quando il ban USA si è abbattuto come una scure sulla compagnia cinese, le notizie che le gravitano attorno sono tutt’altro che entusiasmanti. Nonostante Huawei stia cercando di mantenere attiva la sua divisione mobile, come con il nuovo pieghevole Mate Xs 2, la sua rilevanza nel settore degli smartphone è quasi nulla. Lo dimostrano i pessimi dati di vendita dello scorso anno, ma anche il 2022 non è iniziato nel migliore dei modi.

I profitti di Huawei stanno calando in maniera incisiva dallo scorso anno

Con la conclusione del primo semestre dell’anno, Huawei ha dichiarato i risultati finanziari raggiunti, annunciando un forte calo del -52% per i guadagni. I primi sei mesi del 2022 ha maturato un fatturato complessivo di circa 44,73 miliardi di dollari, di cui soltanto il 5% di utile pari a quasi 2 miliardi; nello stesso periodo dell’anno precedente, l’utile ammontava a oltre 4,6 miliardi.

Come afferma il presidente Ken Hu, “il business dei dispositivi è stato pesantemente influenzato, ma il business delle infrastrutture ICT ha mantenuto una crescita costante“. Se si guarda all’Europa, il mercato degli smartphone di Huawei è crollato causa ban USA, passando dal picco del 21% del 2020 all’1% nel 2021. Una situazione che ha portato la compagnia a rivedere la sua strategia telefonica, come dimostra l’aver iniziato a produrre smartphone per altre aziende e fornire il proprio software ad altri, fra HarmonyOS e Huawei Mobile Services.

Dei succitati 44,73 miliardi di entrate, solo 15 sono derivati dal mercato degli smartphone. Inoltre, se i profitti sono diminuiti si cita anche l’aumento di investimenti in altri settori e relative tecnologie; uno su tutti quello automobilistico, in cui Huawei ha dimostrato di poter dire la propria, come dimostra la sua prima automobile a guida totalmente autonoma e il fatto che il sistema HiCar sia presente su oltre 10 milioni di auto. Nel mentre, l’ex (?) rivale Xiaomi non sta a guardare e mostra al mondo cos’è in grado di fare quando si parla di guida autonoma. Ma nei vari piani B di Huawei non ci sarebbero soltanto le automobili, ma anche la tecno-sanità e i pagamenti digitali.

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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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