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La ricarica rapida universale è realtà: addio caricatori proprietari

Giusto ieri veniva certificato OPPO Reno 9, uno smartphone dotato di una tecnologia mai vista prima: la Universal Fast Charging Specification, per noi italiani “ricarica rapida universale”. E dopo qualche ora di dubbio, adesso lo standard UFCS viene presentato ufficialmente nell’evento tenutosi da parte del China Communications Standards Association. Un evento a cui hanno preso parte anche i principali produttori di smartphone della Cina, perciò vediamo di cosa si tratta e cosa cambierà da qui in avanti.

Possiamo considerare il mercato degli smartphone diviso in due: da un lato le “occidentali” Apple e Samsung, dall’altro i brand cinesi Xiaomi, OPPO, vivo e Huawei. Nel caso del primo gruppo, parliamo di smartphone particolarmente conservative quando si parla di ricarica rapida: iPhone 14 Pro Max si carica a massimo 27W, mentre Samsung Galaxy S22 Ultra si spinge a 45W. I veri record li troviamo sul fronte cinese, dove i vari brand menzionati hanno investito su tecnologie di ricarica progressivamente più rapide.

La ricarica rapida universale diventa realtà: ecco l’annuncio dalla Cina

Per esempio OPPO, che nella sua storia ha creato uno standard VOOC che ha fatto da precursore agli standard di ricarica che conosciamo oggi, arrivando fino ad addirittura 240W. Per non parlare di Xiaomi, che si prepara a lanciare il suo primo smartphone con ricarica a 210W. Non è da meno vivo, che con la serie X80 e X Fold ha lanciato la sua ricarica a 80W; e nonostante le difficoltà del ban USA, anche Huawei continua a portare avanti le sue tecnologie, con un Mate 50 in grado di caricarsi a 66W e wireless a 50W.

Ma c’è un problema: ognuno di questi produttori utilizza tecnologie proprietarie. Questo significa, per esempio, che se si prova a utilizzare un caricatore Xiaomi a 120W su un vivo che si carica a 80W non è detto che quest’ultimo riesca a caricarsi effettivamente a 80W. Per evitare problemi di temperatura e sicurezza, ogni smartphone ha un sistema di ricarica in grado di riconoscere il caricatore collegato, in modo da far passare la massima potenza solamente quando viene rilevato un caricatore compatibile. E questo si scontra con la volontà di rendere più ecosostenibile il mercato: perché se compro uno smartphone e in confezione non c’è il caricatore, il rischio è che sia costretto a dover acquistare un caricatore per avere una ricarica rapida funzionante, facendo venir meno lo sforzo “green”.

Arriviamo così all’evento di presentazione della Universal Fast Charging Specification, ideato dall’ente cinese proprio in collaborazione con compagnie quali Huawei, Xiaomi, OPPO e vivo, oltre ai relativi sub-brand POCO, Redmi, Realme, OnePlus e iQOO. Questa nuova tecnologia è stata ideata con cinque aspetti in mente:

  • migliorare le soluzioni di ricarica rapida e ampliarne ad altri settori
  • trasformare gli standard proprietari in universali
  • monitorare i progressi di standardizzazione internazionale
  • spingere affinché sempre più aziende lo adottino
  • migliorare le certificazioni

Con questa nuova ricarica rapida universale, quindi, anche i brand cinesi inizieranno a poter appoggiarsi a caricatori intercambiabili che non sacrifichino la potenza di ricarica. Per il momento, lo standard UFCS avrà una potenza massima di 40W per il primo stadio, con il secondo che punta a salire a 65W. Ci vorrà ancora tempo prima che superi i 100W, ma è sicuramente un passo in avanti verso una ricarica rapida veramente universale.

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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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