È meglio WhatsApp o Telegram? Questo è il problema. Ma al netto di pro e contro, l’importante è che entrambe le app offrono la possibilità di essere protette con l’impronta digitale. Da essere un semplice metodo di accesso allo smartphone, lo sblocco biometrico è diventato un passe-partout per la sicurezza del proprio dispositivo. Come spiegato in questa guida, l’impronta si rivela particolarmente utile come chiave d’accesso ad personam per proteggere e/o nascondere le applicazioni installate. A questo giro, mi voglio concentrare su due delle app che più utilizziamo e che più possono contenere dati e informazioni private.
Partiamo dalla più utilizzata delle due, ovvero WhatsApp, che a oggi conta qualcosa come 2 miliardi di utenti attivi al mondo e che fortunatamente può essere protetta con l’impronta. Per farlo, ecco cosa dovete fare:
Passiamo poi a Telegram, che con i suoi oltre 700 milioni di utenti attivi rappresenta una delle principali app di messaggistica sul globo. Anche in questo caso, l’impronta digitale può diventare la chiave del proprio scrigno di segreti:
E sì, ci sarebbe anche Facebook Messenger, che con oltre 1 miliardo di utenti rappresenta un altro elemento cardine della messaggistica mobile. Tuttavia, al momento in cui sto scrivendo questa guida, non c’è un metodo nativo per proteggere l’app di Meta con l’impronta digitale.
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