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Google Pixel: davvero per hackerarlo è bastato ricordare il codice PUK?

Ci son voluti meno di due minuti per hackerare uno smartphone Pixel, e il tutto attraverso un’operazione molto semplice da replicare: tutto ciò che serve è ricordare il codice PUK della SIM.

Bastava il codice PUK per hackerare uno smartphone Pixel

A mostrare quanto sia stato semplice hackerare uno smartphone Pixel è stato David Schultz, che ha documentato il tutto in un recente video pubblicato sul suo canale YouTube. L’operazione in sé ha richiesto meno di due minuti, giusto il tempo di un caffè per violare uno degli smartphone più acquistati al mondo.

Affinché l’operazione vada a buon fine, è necessario tentare – e sbagliare – ripetutamente lo sblocco del Pixel inserendo l’impronta digitale errata. In questo modo, lo smartphone si blocca e viene disattivata la modalità di sblocco tramite lettura di impronta digitale.

A questo punto, David ha scambiato la SIM dello smartphone inserendo la sua, per poi inserire in modo errato il PIN più volte: questa operazione porterà il dispositivo a richiedere lo sblocco con il codice PUK. Dal momento in cui si trattava della SIM di David, per lui è stato molto semplice ricordare quale fosse in codice PUK, ed è bastato questo per sbloccare il Pixel.

Dall’altra parte, è anche vero che a malapena ricordiamo il nostro PIN di sblocco della SIM, e ricordare il PUK sul momento, a meno che non si arrivi preparati con tanto di scheda alla mano, può essere difficile.

Ad ogni modo, una volta ottenuto il pieno controllo sullo smartphone, ovviamente sarebbe stato possibile fare qualsiasi cosa, anche modificare le impostazioni biometriche e la password. Se siete in possesso di uno smartphone Pixel e avete già aggiornato all’ultima versione disponibile, tuttavia, non dovreste preoccuparvi: con l’ultima patch di novembre, infatti, Google ha provveduto a risolvere il problema. In alternativa, procedete subito con l’aggiornamento.

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Raffaella Papa

Giornalista, classe 1996. Ho una laurea in “Editoria e Comunicazione”, conseguita presso l'Università degli Studi di Salerno, e ancora tanti sogni nel cassetto. Sono una appassionata di tecnologia, videogiochi, serie TV, Arte e rimedi fai-da-te. Ho già collaborato come redattrice freelance e video-recensora con altre testate giornalistiche, dedicando una particolare attenzione al mondo tecnologico. Ho partecipato a importanti fiere ed eventi nazionali e internazionali, intervistando personalità di un certo calibro.

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